Collettività e territorio

in

SO1La concertazione con le Amministrazioni locali
SO10L’approccio di Terna al territorio, che si esplica soprattutto in occasione dell’esigenza di realizzare nuove linee (si veda il capitolo sulla Responsabilità ambientale), consiste in un processo volontario di engagement preventivo delle Istituzioni locali (Amministrazioni regionali e locali, Enti Parco, ecc.). Tale processo prevede la condivisione delle esigenze di sviluppo della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale (RTN) con le Istituzioni locali, la disponibilità all’ascolto delle opinioni degli stakeholder e la ricerca di una soluzione condivisa per la collocazione delle nuove infrastrutture e il riassetto di quelle già esistenti. Per favorire l’accettazione delle infrastrutture elettriche da parte delle comunità locali, Terna ritiene infatti fondamentale anticipare quanto più possibile il confronto con le Amministrazioni locali sin dal momento in cui viene pianificata l’esigenza di un nuovo intervento di sviluppo della RTN. In tal modo si creano le condizioni per “costruire” insieme a loro lo sviluppo della rete, rendendolo quindi più sostenibile e accettabile. Tale approccio può inoltre favorire l’accelerazione dei processi autorizzativi, che diventano per le Amministrazioni locali il momento in cui “riconoscere” gli esiti del lavoro svolto preventivamente con Terna, invece che la prima occasione in cui apprendere l’esistenza di interventi che interessano il proprio territorio, progettati da altri senza alcun coinvolgimento preventivo. Il dialogo tra Terna e le Istituzioni del territorio impegna circa 20 risorse all’interno della Direzione Affari Istituzionali che si dedicano a incontri istituzionali e sopralluoghi congiunti con tutti gli Enti interessati. L’attività è intensa, perché il processo che precede e accompagna l’autorizzazione per la costruzione di nuove opere è molto articolato.

Il percorso preautorizzativo volontario, che dura mediamente da uno e tre anni, prevede infatti diverse attività specifiche, in particolare riunioni per:

  • definire e formalizzare la collaborazione per lo sviluppo sostenibile della RTN, coerentemente con le finalità della Valutazione Ambientale Strategica;
  • definire un sistema di criteri per analizzare il territorio e selezionare le alternative meno impattanti;
  • applicare i criteri alla realtà territoriale e individuare il corridoio preferenziale in cui inserire l’opera;
  • definire la fascia di fattibilità tracciata dentro il corridoio preferenziale e formalizzare i relativi protocolli d’intesa;
  • definire e formalizzare convenzioni sulle compensazioni inerenti gli eventuali impatti ambientali residui

Alla fase volontaria di concertazione preautorizzativa fa seguito il percorso autorizzativo previsto da norma di legge, che si effettua tramite conferenze dei servizi e dura mediamente da uno a due anni.

EU19La misura dei processi decisionali partecipativi con gli stakeholder di riferimento sulla pianificazione energetica e lo sviluppo di infrastrutture e i risultati del coinvolgimento sono riportati sinteticamente nella tabella sottostante.

Le principali attività volontarie di concertazione
Opera Tipologia Lunghezza Enti coinvolti Numero incontri nel 2011
Elettrodotto "Foggia - Villanova (PE)" (tratto "Foggia - Gissi (CH)" – Abruzzo, Molise e Puglia) 380 kV 120 km circa

3 Regioni

3 Province

19 Comuni

71
Elettrodotto "Fano (PU) - Teramo" 380 kV 190 km circa

2 Regioni

6 Province

45 Comuni

46
Interconnessione delle Isole Campane (parte degli interventi) 150 kV 30 km 3 Comuni 6
Elettrodotto "Deliceto - Bisaccia" (Campania e Puglia) 380 kV 35 km circa

2 Regioni

2 Province

5 Comuni

35
Elettrodotto "Montecorvino - Avellino Nord - Benevento II" (tratto "Avellino Nord - BN II") 380 kV 65 km

1 Regione

3 Province

23 Comuni

15
Stazione a Nord di Bologna (Emilia-Romagna) 380 kV 25 km linee aeree e 20 km demolizioni 2 Comuni 5
Razionalizzazione Area di Reggio-Emilia (Emilia-Romagna) 132 kV

38 km linee aeree

14 km di linee in cavo e 44 km demolizioni

1 Provincia

7 Comuni

6
Anello Riccione - Rimini 132 kV Intervento in fase di definizione.(*) Comuni di Riccione, Rimini, Coriano 4
Elettrodotto "S.ta Teresa - Tempio - Buddusò" (Sardegna) 150 kV 95 km circa

1 Regione

1 Provincia

9 Comuni

7
Elettrodotto "Selargius - Goni" (Sardegna) 150 kV 30 km circa

1 Regione

1 Provincia

12 Comuni

2
Stazione di Mulargia (Sardegna) 150 kV ===

1 Regione

1 Provincia

1 Comune

3
Elettrodotto "Chiaramonte Gulfi - Ciminna" (Sicilia) 380 kV  

22 Comuni

6 Province

1 Regione

11
Riassetto rete dell'area di Lucca (Toscana) 380 kV e 132 kV Intervento in fase di definizione (*). Attualmente concertazione in corso con il Comune di Lucca 2
Razionalizzazione rete AT in Umbria (Umbria) 120 kV Intervento in fase di definizione.

1 Regione

2 Province (ad oggi coinvolto nella concertazione 1 Comune)

16
Stazione di Schio (VI) - Veneto 220 kV === 1 Comune 25
Elettrodotto Trasversale in Veneto 380 kV  

2 Province

9 Comuni

1 Parco

50
Razionalizzazione in Valle Sabbia (integrazione) 380/220/132 kV (*)

1 Comune

1 Comunità montana

6
Razionalizzazione rete AT nell’area di Potenza 380/220/150 kV (*)

2 Province

11 Comuni

8
Elettrodotto 380 kV Sorgente-Ponte Cinque Archi 380 kV   4 Province 3
Razionalizzazione Valle D’Aosta 380/132 kV Intervento in fase di definizione (*)

1 Provincia

12-13 Comuni

10
Elettrodotto 220 kV Partinico - Fulgatore 220 kV   2 Province 1
Riassetto rete Ferrara 380/220 kV Intervento in fase di definizione (*)

1 Provincia

1 Comune

3
Riassetto rete Penisola sorrentina 380/220/150 kV Intervento in fase di definizione (*) 3 Province 10

 

(*) Nel caso di riassetto/razionalizzazione non si tratta di una singola linea ma di un insieme di interventi, non riassumibili in un’unica misura.

Trasversale in Veneto: tutta l’informazione on-lineSO1

A inizio 2011 Terna ha messo on-line, all’interno della sezione “Cantieri Terna per l’Italia” del sito www.terna.it, un focus sui motivi della realizzazione, gli impatti e i benefici della nuova linea elettrica “Trasversale in Veneto” con schede, dati e foto aeree del territorio, aggiornamenti sulla concertazione in corso e sull’iter autorizzativo, avviato a inizio 2012.

Questa iniziativa, la prima del genere, vuole fornire a tutti i cittadini delle province di Treviso e Venezia interessate dalla nuova linea un accesso semplice e immediato a informazioni complete, trasparenti e puntuali su un’opera indispensabile e urgente per risolvere il rischio blackout e garantire stabilità al sistema elettrico regionale.

L’approfondimento “Trasversale in Veneto” è articolato in cinque parti: “Perché serve realizzare l’opera”, “L’intervento e i benefici” (con i dettagli sui singoli comuni), “L’iter autorizzativo”, “La comunicazione” e “Domande e risposte” e illustra ai cittadini dei comuni interessati dal passaggio dell’elettrodotto (Venezia, Martellago, Scorzé, Zero Branco, Quinto di Treviso, Morgano, Paese, Istrana, Trevignano e Volpago del Montello) e a quelli interessati solo dagli eventuali abbattimenti e ammodernamenti di vecchie linee (Ponzano Veneto, Povegliano e Treviso) la necessità del progetto, il suo stato di avanzamento e i benefici per i singoli territori in caso di un accordo tra Comuni e Terna, prima dell’avvio in autorizzazione della nuova linea.

Perché realizzare l’opera

Il Veneto è caratterizzato da un elevato consumo di elettricità ma produce meno della metà di quel che consuma: per questo deve importare l’energia elettrica di cui ha bisogno dalle regioni vicine, utilizzando le “autostrade dell’energia”, cioè il sistema delle linee di trasmissione, che deve essere efficiente e sicuro.

Attualmente la rete di trasmissione del Veneto rappresenta una sezione critica dell’intero sistema elettrico italiano: la regione ha soltanto due dorsali ad Altissima Tensione che l’attraversano a Nord e a Sud, in un sistema di reti (realizzate prima del 1950) caratterizzato da un basso livello di interconnessione e di mutua riserva (magliatura). L’inadeguatezza della rete di trasmissione in regione si evidenzia, inoltre, nel confronto diretto con regioni che hanno caratteristiche analoghe per la presenza di tessuto industriale. Basta dunque un guasto o una manutenzione su un tratto delle due esistenti linee ad Altissima Tensione, e le province di Treviso e Venezia rischiano di andare “al buio”. Per risolvere il rischio di blackout cui sono esposte le famiglie e le imprese della Marca Trevigiana e del Veneziano, è indispensabile realizzare al più presto un elettrodotto – chiamato “Trasversale in Veneto” – che colleghi le due linee ad Altissima Tensione esistenti. Grazie alla realizzazione della nuova linea, tutta l’area interessata dall’intervento risolverà il rischio di disalimentazioni.

I benefici ambientali dell’opera

L’elettrodotto “Trasversale in Veneto” prevede la realizzazione di circa 34 km di nuova linea a 380 kV tra l’esistente stazione di Venezia Nord e una nuova stazione elettrica da realizzare a Volpago del Montello. La linea, collocata lontano dai centri abitati, sarà costruita rispettando distanze di sicurezza dagli abitati di gran lunga superiori a quanto previsto dalla legge italiana, la più restrittiva in Europa in materia di campi elettromagnetici. Sarà inoltre possibile smantellare 86 km di vecchie linee oggi inglobate dai centri urbani: circa 1.000 edifici, costruiti in prossimità (se non addirittura sotto) gli elettrodotti, potrebbero godere della demolizione delle linee elettriche. Oltre 1.800 edifici, collocati entro la distanza di 100 metri dalle linee che potranno essere smantellate, godrebbero di una rivalutazione economica grazie alla rimozione dei tralicci.

La nuova linea consentirà di ridurre di 12.000 tonnellate/anno la quantità di CO2 immessa nell’ambiente. Le vecchie linee che saranno sostituite dalla nuova Trasversale infatti sono state realizzate con tecnologie oramai obsolete e con valori di perdite di rete che la nuova linea, molto più efficiente, andrà a ridurre drasticamente.