Controversie e contenzioso

Opposizione alla realizzazione di nuove linee

Terna considera il rispetto dell’ambiente e del territorio parte integrante delle attività di pianificazione della rete e si adopera per procedere in accordo con le Istituzioni locali. Tuttavia, i progetti di realizzazione di nuove infrastrutture comportano spesso reazioni avverse riconducibili alla sindrome NIMBY (Not In My Backyard). In questi casi l’attitudine di Terna è quella della disponibilità a studiare e trovare soluzioni alternative, anche tecnicamente più complesse di quelle originariamente definite, purché compatibili con l’interesse generale alla sicurezza, efficienza ed economicità del servizio elettrico.

La ricerca di soluzioni condivise implica difficili mediazioni e tempi lunghi. Gli esiti sono normalmente positivi, ma durante il percorso possono persistere opposizioni locali. Tra queste, nel corso del 2011 e dei primi mesi del 2012 si segnalano:

  • Caso “Dolo-Camin: la linea è stata autorizzata ad aprile 2011 da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) di concerto con il Ministero dell’Ambiente (MATT). Nel 2011 il Comune di Vigonovo, insieme a quelli di Fossò e Camponogara, ha avanzato un ricorso contro il Decreto del MiSE. Il 2010, invece, era stato caratterizzato dall’opposizione al progetto di diversi Comuni che chiedevano l’interramento del tratto di linea che interessa i rispettivi territori. Vi è stata forte contestazione anche da parte del CAT (Comitato Ambiente e Territorio) a supporto del progetto interrato dell’elettrodotto. Attualmente sono tre i ricorsi al TAR.
  • Caso “Trasversale in Veneto”: la linea è attualmente in fase di concertazione. Molteplici le criticità con le comunità locali, in particolare con un’associazione ambientalista del Comune di Paese. Tra gli Enti locali coinvolti, in particolare le Province di Treviso e di Venezia, la prima è tendenzialmente favorevole all’opera. I Comitati chiedono l’interramento totale di tutto l’elettrodotto a 380 kV (circa 33 km). L’elettrodotto “Trasversale in Veneto” è frutto di un lungo percorso, iniziato nel 2001 e tuttora in corso. L’opera è inserita tra gli interventi in attuazione di quanto previsto dalla L. 443/2001, nota come Legge Obiettivo, lo strumento legislativo che stabilisce procedure e modalità di finanziamento per la realizzazione delle grandi infrastrutture strategiche in Italia per il decennio dal 2002 al 2013. Terna ha scelto volontariamente, secondo un approccio responsabile, di coinvolgere i comuni nella fase pre-autorizzativa e dal 2011 ha intensificato gli incontri con i comuni per cercare di condividere un accordo scritto – dopo 5 anni di dialogo – per concordare la fascia di fattibilità entro cui collocare il tracciato dell’elettrodotto e consentire così di associare i possibili abbattimenti di vecchie linee alla realizzazione della nuova linea. Terna avvierà l’opera in autorizzazione nel 2012: l’invio del progetto attiverà la procedura della Legge Obiettivo (si veda anche il box dedicato).
  • Caso “Redipuglia-Udine Ovest”: la linea è in autorizzazione da dicembre 2008 e in data 26 luglio 2011 è stato conseguito il parere di compatibilità ambientale. La polemica attorno all’elettrodotto è divampata fin dal 2009 e proseguita per tutto il 2010 e 2011, con capofila il Comitato per la Difesa del Friuli Rurale, che ne richiede la realizzazione in cavo interrato. Le polemiche si sono indirizzate anche nei confronti della campagna di informazione e sensibilizzazione lanciata da Terna in Friuli e rivolta ai cittadini dei territori interessati dal progetto dell’elettrodotto.
  • Caso “Sorgente-Rizziconi”: l’opera è attualmente in fase di realizzazione. Dopo l’emanazione, l’8 luglio 2010, del Decreto di autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, si sono sviluppate azioni di protesta da parte dei cittadini della località di Serro (frazione del Comune di Villafranca Tirrena) che richiedono lo spostamento o l’interramento di alcuni tralicci della tratta aerea “Sorgente-Villafranca” che passa nel territorio di Serro. Analoghe richieste provengono dai cittadini del Comune di Pace del Mela, in relazione sia al nuovo elettrodotto in costruzione sia alla presenza dell’esistente collegamento a 380 kV “Sorgente-Rizziconi” in prossimità del centro abitato di Passo Vela. Questo nonostante il tracciato dell’opera sia il frutto di oltre 2 anni di approfondimenti tecnico-ambientali che hanno portato, d’intesa con la Regione Sicilia, la Provincia di Messina, il Comune di Villafranca e il Comune di Pace del Mela insieme agli altri 11 comuni del messinese interessati, alla definizione di una soluzione di tracciato aereo che coniugasse nel migliore dei modi le esigenze di tutela ambientale, sociale e sanitaria, nel pieno rispetto dei limiti previsti dalla legge. La concertazione e il dialogo con il territorio sono iniziati nel 2004: oltre 100 gli incontri effettuati da Terna con le Istituzioni e gli Enti locali coinvolti per individuare le soluzioni migliori per la salvaguardia del territorio interessato. Nel corso del 2010 il Comune di Villafranca Tirrena, di San Filippo del Mela e di Pace del Mela hanno presentato ricorsi per annullare l’autorizzazione unica rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico; analoga iniziativa hanno assunto alcuni privati e alcune associazioni ambientaliste.
  • Caso “Italia-Montenegro”: l’opera è stata autorizzata nel luglio del 2011. Il progetto di collegamento elettrico tra Italia e Montenegro è stato annoverato nel 2008 tra le infrastrutture prioritarie (Corridoio 8), come collegamento strategico tra l’intera area balcanica e l’Europa attraverso l’Italia, dalla Commissione Europea che ne ha anche co-finanziato tutti gli studi nel quadro del programma di supporto alle infrastrutture elettriche Trans-European Network (TEN). Dopo che la Conferenza dei Servizi (novembre 2010) ha espresso parere favorevole con voto unanime, a partire dal marzo del 2011 si sono sviluppate a Pescara polemiche contro il tracciato del cavo. Terna, in linea con la prassi di disponibilità al dialogo con il territorio e le comunità coinvolte, ha modificato il percorso per andare incontro alle esigenze del Comune di Pescara. Nel febbraio di quest’anno il gruppo consiliare di Futuro e Libertà per l’Italia al Comune di Pescara ha annunciato l’intenzione di voler promuovere un referendum consultivo per sentire il parere dei cittadini in merito alla realizzazione dell’elettrodotto. Il Comune di San Giovanni Teatino ha formalizzato ricorso al Tar del Lazio contro l’autorizzazione dell’intervento.
  • Caso “Fano-Teramo”: l’opera è attualmente in fase di concertazione. A partire dal 2006 sono stati avviati tavoli tecnici negli ambiti regionali coinvolti (Marche e Abruzzo). Per l’intervento è stato condiviso il corridoio ottimale ed è ancora in corso la concertazione per la definizione e condivisione di una fascia di fattibilità del futuro elettrodotto. Nel gennaio di quest’anno, il Comune di Pesaro, tramite un apposito emendamento, ha espresso la propria contrarietà a far passare l’elettrodotto nel proprio territorio. Anche Coldiretti, il Comitato di Belforte e i Comuni di Ostra, Senigallia, Monte San Vito, Polverigi, Osimo e Santa Maria Nuova hanno espresso parere contrario alla realizzazione dell’opera.


Istruttorie dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas

Si segnalano di seguito le istruttorie dell’Autorità che hanno interessato tra gli altri soggetti coinvolti anche Terna.

 

Disservizi in Sicilia del giugno 2007

Istruttoria conoscitiva sui disservizi verificatisi in Sicilia nei giorni 25 e 26 giugno 2007, avviata dall’Autorità con la Delibera n. 155/2007. Il 26 giugno 2007 Terna ha attivato in Sicilia misure anti-blackout per evitare la perdita di controllo del sistema e scongiurare situazioni più critiche; i distributori di energia elettrica hanno così attuato distacchi programmati a rotazione sull’utenza diffusa. La misura si è resa necessaria a causa di una serie di fattori concomitanti: consumi molto elevati, incendi diffusi che hanno comportato il fuori servizio di alcune linee per consentire le operazioni di spegnimento, guasti e avarie. L’istruttoria risulta ancora pendente.

 

Istruttoria sull’energia non attribuita

Con la Deliberazione VIS 16/11 del 7 febbraio 2011, l’AEEG ha irrogato a Terna una sanzione amministrativa pecuniaria di 420.000 euro, a conclusione dell’istruttoria (VIS 171/09) avviata nel 2009 sul tema dell’energia non attribuita. L’istruttoria seguiva la conclusione dell’indagine conoscitiva, avviata nel 2007, in merito alle anomalie riscontrate nella determinazione delle partite di energia elettrica prelevate dalla rete e non correttamente attribuite agli utenti del dispacciamento. Con l’irrogazione della sanzione l’AEEG ha censurato la condotta di Terna per mancanza di diligenza nello svolgimento di alcune attività dei servizi di trasmissione e dispacciamento di sua responsabilità. L’AEEG ha anche dato atto del comportamento proattivo di Terna nel mitigare gli effetti negativi di comportamenti non corretti da parte di altri operatori del servizio elettrico, tenendone conto nella quantificazione della sanzione.

 

Istruttoria conoscitiva sull’erogazione del servizio di connessione alla rete degli impianti di produzione di energia elettrica da parte dei gestori di rete

Con la Deliberazione VIS 42/11 del 16 marzo 2011, l’Autorità ha avviato un’istruttoria conoscitiva per approfondire la situazione relativa alle connessioni alla rete degli impianti di produzione di energia elettrica, con particolare riferimento alle connessioni in bassa e media tensione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, anche a seguito di segnalazioni da parte di operatori e di associazioni di categoria che evidenziavano possibili criticità nello svolgimento dell’iter di connessione in alcune aree.

Nell’ambito dell’istruttoria sono state richieste a tutti i gestori di rete e alle principali associazioni dei produttori di energia elettrica informazioni relative al servizio di connessione alla rete degli impianti di produzione, richiedendo altresì di differenziare tali dati in relazione alle varie delibere di riferimento che regolano la materia (281/05, 89/07, 99/08- ICA, TICA modificato).

Anche Terna, in qualità di gestore della Rete di Trasmissione Nazionale, è stata destinataria delle richieste e ha fornito tutte le informazioni di propria competenza.

L’istruttoria conoscitiva è stata chiusa con la Delibera VIS 99/11, senza la previsione di provvedimenti ulteriori nei confronti di Terna.

Gli esiti dell’istruttoria, infatti, riportati nella Relazione allegata alla Delibera, evidenziano una sostanziale conformità dell’operato dei gestori di rete rispetto al dettato della regolazione. Tuttavia l’Autorità, ritiene necessario proseguire il programma di verifiche ispettive presso i gestori di rete, analizzando nel dettaglio alcune pratiche di connessione scelte a campione.

 

Contenzioso in materia ambientale

Il contenzioso in materia ambientale trae origine dall’installazione e dall’esercizio degli impianti elettrici e, prevalentemente, riguarda i danni che potrebbero derivare dall’esposizione ai campi elettrici e magnetici generati dagli elettrodotti. La Capogruppo e la controllata Terna Rete Italia sono infatti convenute in diversi giudizi, civili e amministrativi, nei quali vengono richiesti lo spostamento o la modifica delle modalità di esercizio di linee elettriche sulla base della presunta dannosità delle stesse, anche se installate nel pieno rispetto della normativa vigente in materia (Legge 22 febbraio 2001, n. 36 e D.P.C.M. 8 luglio 2003). Soltanto in un numero molto limitato di casi sono state avanzate richieste di risarcimento dei danni alla salute per effetto dei campi elettromagnetici.

Sotto il profilo delle decisioni intervenute in materia, si evidenzia che solo in sporadici contenziosi sono state emanate pronunce sfavorevoli alla Capogruppo, peraltro impugnate, i cui relativi giudizi sono allo stato ancora pendenti ed eventuali esiti negativi sono ritenuti non probabili.

 

Contenzioso relativo alle attività affidate in concessione

La Capogruppo, quale concessionario delle attività di trasmissione e dispacciamento dal 1° novembre 2005, è stata convenuta in alcuni giudizi a carattere per lo più impugnatorio di provvedimenti dell’AEEG e/o del MSE e/o della stessa Terna e relativi a tali attività. Solo nei casi in cui i ricorrenti lamentano, oltre che vizi propri dei provvedimenti impugnati, anche la presunta violazione da parte di Terna delle regole dettate dalle predette autorità, la Società si è costituita in giudizio. Nell’ambito di tale contenzioso, ancorché alcuni giudizi si siano conclusi in primo e/o in secondo grado con l’annullamento delle Delibere dell’AEEG e dei consequenziali provvedimenti di Terna, si possono ritenere come non probabili eventuali esiti negativi per la Società stessa, trattandosi normalmente per la stessa di partite passanti, come peraltro si ricava dalle informazioni fornite dai legali esterni che assistono la Società nel giudizio. La capogruppo Terna, quale concessionario delle attività di trasmissione e dispacciamento, in applicazione di Delibere dell’Autorità, adotta atti e provvedimenti che talora sono oggetto di impugnazione, anche se i relativi oneri economici, in presenza di determinati presupposti, possono essere riconosciuti da parte dell’Autorità di settore.

 

Altri contenziosi

Sono pendenti inoltre alcune vertenze in materia urbanistica e ambientale, connesse alla costruzione e all’esercizio di alcune linee di trasmissione, il cui esito sfavorevole potrebbe generare effetti peraltro non prevedibili e quindi non compresi in sede di determinazione del “Fondo contenzioso e rischi diversi”.

Per un numero limitato di giudizi non si possono ad oggi escludere in via assoluta esiti sfavorevoli le cui conseguenze potrebbero consistere, oltre che nell’eventuale risarcimento dei danni, nel sostenimento, tra l’altro, di oneri connessi alle modifiche delle linee e alla temporanea indisponibilità delle linee stesse. In ogni caso, l’eventuale esito sfavorevole non comprometterebbe l’esercizio delle linee.

L’esame dei sopracitati contenziosi, tenuto anche conto delle indicazioni dei legali esterni, fa ritenere come remoti eventuali esiti negativi.

 

SanzioniEU25
SO4
S07
SO8
EN28
PR9

Nel periodo 2009-2011:

  • non vi sono state condanne penali passate in giudicato o patteggiamenti per infortuni causati a terzi da asset di Terna;
  • al 31 dicembre 2011 non si registra alcun contenzioso pendente né si sono conclusi procedimenti legali in tema di corruzione, concorrenza sleale, antitrust e pratiche monopolistiche. Non si sono registrate – sempre in tema di corruzione, concorrenza sleale, antitrust e pratiche monopolistiche – sanzioni amministrative o giudiziarie passate in giudicato, pecuniarie o non pecuniarie, per non conformità a leggi o regolamenti, anche in campo ambientale, che abbiano imposto a Terna un obbligo di “fare/non fare” (ad es. inibizioni) o condannato penalmente i suoi dipendenti.

Nel triennio 2009-2011 non si sono registrate sanzioni significative riguardanti l’ambiente e più in generale il rispetto delle norme di legge.

Terna S.p.A., sulla base della Delibera VIS 16/11 dell’AEEG ha versato, nel corso dell’esercizio 2011, una sanzioneamministrativa pecuniaria – pari ad 420.000 euro – a definizione del procedimento istruttorio instaurato con la Delibera VIS 171/09, per la violazione delle disposizioni dell’AEEG, in materia di erogazione dei servizi di trasmissione, dispacciamento e misura dell’energia elettrica. In particolare la vertenza faceva riferimento ad anomalie riscontrate nella determinazione delle partite di energia elettrica prelevata dalla RTN e non correttamente attribuita agli utenti del dispacciamento.