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EN22Buona parte dei rifiuti di Terna sono recuperati per essere destinati al riciclo produttivo. Solo una parte residuale viene conferita a discarica e comporta pertanto un impatto ambientale. La percentuale di rifiuti recuperati si attesta all’83% (89% nel 2010, 83% nel 2009).

Analogamente alle risorse utilizzate, anche i rifiuti derivano soprattutto dalle attività di ammodernamento e manutenzione delle infrastrutture elettriche. Tali attività dipendono da considerazioni tecniche in materia di sicurezza ed efficienza del sistema, perciò la quantità di rifiuti può cambiare anche in modo consistente di anno in anno.

Per quanto riguarda la percentuale di rifiuti riciclati, secondo la Politica ambientale adottata da Terna, il recupero dei materiali è la prima opzione da valutare e possibilmente perseguire. L’effettivo riciclo è però condizionato dai materiali che compongono i rifiuti. Alcuni materiali possono essere facilmente separati e conseguentemente riciclati (ad esempio parti di tralicci in ferro); in alcuni casi, invece, non è possibile o è troppo costoso separare le parti, in particolare per apparecchiature acquisite anni orsono. Per questi motivi è difficile leggere una tendenza chiara delle variazioni annuali di rifiuti riciclati.

Rifiuti per tipologia1 - Tonnellate

  2011 2010 2009
Rifiuti prodotti 7.198,1 5.515,9 7.053,3
di cui pericolosi 3.887,3 3.013,3 3.995,7
di cui non pericolosi 3.310,8 2.502,6 3.057,5
Rifiuti conferiti a recupero 5.997,3 4.912,8 5.856,3
di cui pericolosi 3.380,1 2.849,5 3.322,0
di cui non pericolosi 2.617,2 2.063,3 2.534,4
Rifiuti inviati a smaltimento (2) 1.153,3 626,4 1.043,1
di cui pericolosi 450,8 191,5 630,9
di cui non pericolosi 702,5 435,0 412,3

 

(1) Sono compresi solo i rifiuti propri del processo produttivo, non quelli prodotti dalle attività di servizio (rifiuti urbani). Fino al 2010 sono stati esclusi i rifiuti appartenenti alle categorie terre e rocce da scavo e liquami prodotti perché hanno – soprattutto nel caso di quantitativi rilevanti – caratteristiche di eccezionalità legate alla realizzazione di particolari lavori civili in stazioni e renderebbero non omogenea la serie dei dati. Il valore delle terre e rocce da scavo e dei liquami è stato pari a 1.541 tonnellate nel 2010 (16.053 tonnellate nel 2009). Per l’anno 2011 sono stati esclusi solo i rifiuti inerenti i liquami prodotti, perché la categoria Terre e rocce da scavo non risulta più rilevante; il valore dei liquami è stato pari per il 2011 a 675 tonnellate. (2) I rifiuti inviati a smaltimento possono differire dalla semplice differenza tra rifiuti prodotti e recuperati per via del temporaneo stoccaggio di rifiuti a cavallo tra due anni.

I principali rifiuti speciali non pericolosi prodotti dalle attività operative di Terna sono costituiti da:

  • rifiuti metallici (che pesano per oltre il 50% sul totale dei rifiuti non pericolosi prodotti), derivanti dalla dismissione di trasformatori, apparecchiature elettriche e macchinari(ad esempio gruppi elettrogeni) fuori servizio, con una percentuale di recupero di oltre il 93%;
  • vetro e ceramica derivanti dalla dismissione di isolatori (materiali utilizzati per isolare i cavi conduttori dai tralicci di sostegno) fuori servizio, con percentuale di recupero di oltre il 95%;
  • legno derivante per la maggior parte dagli imballaggi dei materiali acquistati, con percentuale di recupero di circa il 90%.

I principali rifiuti speciali pericolosi prodotti dalle attività operative di Terna sono costituiti da:

  • rifiuti metallici (che pesano per oltre il 70% sul totale dei rifiuti pericolosi) che derivano dalla dismissione di trasformatori, apparecchiature elettriche e macchinari fuori uso econtaminati da sostanze pericolose,con percentuale di recupero – dopo il trattamento da parte di terzi – di oltre il 95%;
  • batterie (accumulatori al piombo e al nichel), che consentono in casi di black out l’accensione dei gruppi elettrogeni di emergenza per mantenere in funzione il servizio di trasformazione e trasporto dell’energia durante le emergenze, con percentuale di recupero del 100%;
  • oli dielettrici per l’isolamento dei trasformatori sostituiti in seguito alle verifiche periodiche effettuate per la manutenzione dei trasformatori e che costituiscono rifiuti pericolosi, con una percentuale di recupero di oltre il 95%. Tale percentuale scende al 77% includendo anche le emulsioni oleose e i fondami provenienti dalle vasche di raccolta mischiati con acqua piovana, sostanze difficilmente recuperabili.

I rifiuti inviati a smaltimento sono principalmente composti da materiali derivanti dalle attività di manutenzione e pulizia impianti (fanghi, emulsioni oleose e stracci contenti oli-solventi) e dai materiali isolanti contenenti amianto per cui non è prevista nessuna forma di recupero. L’insieme di tali voci pesa poco meno del 70% di quanto destinato a smaltimento (per i dettagli in merito alle quantità e alle tipologie si rimanda alle Tavole degli indicatori).

 

Produzione di rifiuti: dati a confronto

Il confronto tra Terna e le altre aziende in tema di rifiuti viene condotto prendendo a riferimento sia il consumo totale che quello pro capite in metri cubi.

Sono stati presi in esame sia i dati delle sole aziende di trasmissione (panel TSO) sia quelli delle grandi aziende quotate italiane (FTSE-MIB) e delle leader internazionali di sostenibilità (SAM - Supersector Leaders).

I dati in valore – sia assoluti sia per dipendente - evidenziano una sostanziale non comparabilità, in quanto riflettono differenze nel tipo di attività svolta, quindi nella generazione di rifiuti da parte del processo produttivo, nonché nella dimensione d’impresa, non necessariamente catturata dal numero di dipendenti. Il dato pro capite più elevato tra i tre panel è relativo a Xstrata (panel SAM Supersector leader), un’azienda del Regno Unito che si occupa di estrazione di risorse, mentre il più basso è relativo alla banca Intesa Sanpaolo (panel FTSE-MIB).

Nonostante le limitazioni intrinseche nel confronto, e in mancanza di fattori di normalizzazione più efficaci del numero di dipendenti, si è ritenuto interessante presentare comunque i principali dati sulla produzione di rifiuti. Tali dati, infatti, pur non potendo essere interpretati come significativi delle performance aziendali nel contenimento dell’impatto ambientale,forniscono almeno un’indicazione della rilevanza dei rifiuti– quindi della materialità del tema in termini di sostenibilità - nei diversi settori e nelle diverse aziende.

Nel 2011 Terna ha prodotto 7.198,1 tonnellate di rifiuti in totale. La produzione per dipendente è pari a 2.060,7 kg; nel 2010, anno per cui sono disponibili i dati di confronto, la produzione era stata pari a 5.515,9 tonnellate in totale e 1.590,5 kg pro capite. 

Panel TSO: 14 dati disponibili (12 aziende, una delle quali presente con dati diversi per paese);

  • Produzione totale di rifiuti – tonnellate: media 266.747,3; valore minimo 0,9 (Redesur – Perù); valore massimo 1.700.000,0 (National Grid – UK).
  • Produzione di rifiuti pro capite – kg: media 12.346,1; valore minimo 48,1 (Redesur – Perù); valore massimo 62.756,1 (National Grid – UK).

In questo confronto Terna si posiziona al di sotto della media fortemente influenzata da quattro operatori di trasmissione che possiedono anche attività di generazione di energia elettrica.

Panel FTSE-MIB: 22 dati disponibili;

  • Produzione totale di rifiuti – tonnellate: media 763.684,9; valore minimo 1.040,9 (Ansaldo); valore massimo 11.482.000,0 (Enel).
  • Produzione di rifiuti pro capite – kg: media 18.099,4; valore minimo 42,8 (Banca Intesa Sanpaolo); valore massimo 146.616,8 (Enel).

Rispetto alle quotate nel FTSE-MIB, Terna si colloca al di sotto della media, con valori comparabili a quelli delle aziende che si occupano di servizi come banche e assicurazioni.

Panel SAM Supersector Leaders: 16 dati disponibili;

  • Produzione totale di rifiuti – tonnellate: media 70.860.928,1; valore minimo 1.814 (Westpack Banking – Banks); valore massimo 1.130.000.000,0 (Xstrata – Basic Resources).
  • Produzione di rifiuti pro capite – kg: media 1.839.267,1; valore minimo 46,6 (Westpack Banking – Banks); valore massimo 29.304.219,3 (Xstrata – Basic Resources).

Nel confronto con le best practice mondiali delle sostenibilità Terna si posiziona molto al di sotto della media, fortemente influenzata dall’estrema varietà di settori considerati, alcuni dei quali produttori di grandi quantità di rifiuti, come ad esempio le aziende che si occupano di estrazione di risorse.

 

La grande variabilità dei dati aziendali rende poco significativa la rappresentazione grafica; la tabella riporta i valori minimo, medio e massimo e deviazione standard nei tre panel considerati.

  Produzione di rifiuti - 2010
  TSO FTSE-MIB SAM - Supersector Leaders
  t kg/dipendente t kg/dipendente t kg/dipendente
Media 266.747,3 12.346,1 763.684,9 18.099,4 70.860.928,1 1.839.267,1
Max 1.700.000,0 62.756,1 11.482.000,0 146.616,8 1.130.000.000,0 29.304.219,3
Min 0,9 48,1 1.040,9 42,8 1.814,0 46,6
Dev. Standard 503.450,5 21.330,1 2.444.709,3 37.251,8 282.437.299,5 7.324.008,4
Terna 5.515,9 1.590,5 5.515,9 1.590,5 5.515,9 1.590,0

Il consumo pro capite qualora non fosse stato direttamente disponibile, è stato ottenuto dividendo il totale di rifiuti prodotti per il numero dei dipendenti.

 

Smaltimento delle apparecchiature contenenti oli con PCBEN1

I policlorobifenili (PCB) sono stati utilizzati in tutto il mondo come isolanti nei trasformatori e in altri apparati elettronici, in quanto rappresentavano una valida alternativa agli oli minerali infiammabili. Studi successivi hanno però dimostrato che il PCB è dotato di una straordinaria bioresistenza in grado di provocare pericolosi effetti sugli organismi viventi.

Il D. Lgs. 209/99, la Norma CEI 10-38, le Linee Guida del Ministero dell’Ambiente e la Legge comunitaria 62/05 hanno introdotto l’obbligo di dichiarare la quantità degli oli contaminati da PCB in possesso e hanno stabilito modalità e tempi per lo smaltimento.

In ottemperanza a tale disposizione, Terna ha attuato un programma di smaltimento, ponendosi degli obiettivi di anticipazione delle scadenze di legge. Non vi sono più, già dal 2009, apparecchiature contenenti oli con PCB superiori a 500 ppm; per gli oli contaminati da PCB con concentrazioni uguali o inferiori ai 500 ppm e maggiori a 50 ppm il piano prevedeva per il 2010 la riduzione del quantitativo sotto i 20.000 kg. Il risultato ottenuto (11.766 kg), è migliorativo rispetto al target e di fatto conclude il programma di smaltimento. Nel 2011 si registra un’ulteriore diminuzione delle consistenze presenti nelle apparecchiature di Terna. L’olio residuo è presente in piccole quantità in un numero elevato di apparecchiature, che saranno utilizzate fino a fine vita, come consentito dalla legge, per via dell’eccessiva onerosità di una loro sostituzione anticipata.

Smaltimento delle apparecchiature contenenti oli con PCB
  kg di olio
Concentrazione di PCB 2011 2010 (1) 2009
PCB > 500 ppm 0 0 0
 50 ppm < PCB < 500 ppm 7.616 11.766 131.852

 

(1) Il dato (8.266 kg) pubblicato nel Rapporto di sostenibilità del 2010 è stato corretto con il dato riportato in tabella (11.766) a seguito di evidenze emerse dopo la pubblicazione.