Linee e avifauna

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La presenza delle linee ha effetti potenzialmente negativi sull’avifauna.

EN14Mentre il rischio di elettrocuzione caratterizza le linee a bassa e media tensione, le linee ad Alta Tensione di Terna possono essere pericolose in particolare per il rischio di collisione. Ed è per questo che, in tratti di linea caratterizzati da frequente transito di uccelli, sono stati installati particolari dispositivi chiamati “dissuasori”che, con l’ingombro e il rumore generato quando investiti dal vento, rendono le linee elettriche più facilmente percettibili dagli uccelli in volo.

Dissuasori per l'avifauna presenti sulla RTN
  2011 2010 2009
N° di linee interessate 40 37 30
Km di linee interessate 171 159 146
Numero totale di dissuasori 9.116 8.917 8.845

 

Criteri di localizzazione dei dissuasori in fase progettuale: elettrodotto Trino-LacchiarellaEN14

Nel 2011 sono stati aperti i cantieri per la costruzione della linea 380 kV Trino-Lacchiarella. Il 70% dell’elettrodotto sarà costruito con sostegni a basso impatto ambientale. Questa soluzione è stata adottata in considerazione del contesto paesaggistico attraversato, in quanto la forma più armonica del palo monostelo consente di contenere l’impatto visivo della futura linea.

Secondo quanto richiesto dalla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA-VAS, dalla Regione Piemonte e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Terna ha effettuato una serie di verifiche di fattibilità tecnica incentrate sull’esigenza di inserire dei dissuasori per mitigare il potenziale impatto dell’elettrodotto sull’avifauna.

Avvalendosi del contributo scientifico del Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Pavia, Terna ha individuato le tratte dell’elettrodotto che dovranno essere rese maggiormente visibili con l’installazione di spirali. Le analisi condotte hanno evidenziato inoltre, che la necessità di rendere maggiormente visibile la linea va limitata alla sola fune di guardia. I conduttori invece, essendo trinati (ovvero saranno presenti tre cavi per ogni fase) saranno facilmente visibili e riconoscibili dai volatili e non costituiranno un pericolo.

Una volta individuate le tratte e stabilita la necessità di inserire i dissuasori solo sulla fune di guardia, è stata fatta una verifica sulla struttura dei sostegni in progetto, tenendo conto dell’inserimento delle spirali sulla fune di guardia a un interasse non minore di 25 metri. Tale distanza è stata considerata in funzione delle indicazioni più cautelative per l’avifauna raccomandate dal Dipartimento di Biologia Animale dell’Università di Pavia.

 

Nel 2008 Terna ha siglato con LIPU (partner italiano di Birdlife International) un accordo per uno studio scientifico sull’interazione tra le linee ad Alta Tensione e gli uccelli.

Il progetto ha rappresentato un’importante opportunità per studiare, per la prima volta in modo sistematico e su ampia scala nazionale, le reali interazioni dell’avifauna con le linee elettriche ad Alta e Altissima Tensione della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale (RTN). Gli unici studi disponibili erano infatti relativi al fenomeno dell’elettrocuzione, cioè della morte per folgorazione degli uccelli che toccano contemporaneamente con le ali due conduttori, tipico delle reti a bassa e media tensione.

Lo studio della LIPU ha evidenziato che il rischio di collisione dei volatili con le linee elettriche ad Alta e Altissima Tensione è modesto in 4 delle 7 aree monitorate. Nei pressi del lago di Montepulciano e nella zona di Mezzano – aree umide e soggette a flussi migratori – sembrano esserci più rischi per l’avifauna che suggeriscono un supplemento di osservazioni, anche con nuovi approcci sperimentali, per una corretta valutazione del rischio e l’individuazione di eventuali misure di mitigazione. Per lo studio condotto sullo Stretto di Messina è emersa la necessità di un monitoraggio più approfondito e con l’ausilio di appropriata tecnologia, come l’uso di radar.

Terna è anche impegnata da tempo nella sperimentazione di usi alternativi delle linee elettriche a vantaggio della biodiversità. Tra questi si rileva, in particolare, il posizionamento sui tralicci di cassette per la nidificazione dei rapaci. Numerosi studi hanno messo in luce come le linee elettriche costituiscano punti di osservazione per l’attività di caccia degli uccelli rapaci, che si posano sui sostegni per via della loro altezza e anche della protezione che offrono dai predatori.

Nel 2011 Terna ha mantenuto il supporto all’iniziativa “nidi sui tralicci” in collaborazione con l’associazione ornitologica Ornis italica, che nel corso degli anni ha consentito l’installazione di circa 500 cassette adatte alla nidificazione dell’avifauna. Il costante monitoraggio delle cassette da parte di un gruppo di ricercatori ha consentito di raccogliere numerosi dati biologici ed etologici e di riscontrare un effetto positivo in termini di biodiversità. Tra le principali specie che hanno occupato le cassette nido si segnalano i gheppi, una specie di falchi di piccole dimensioni che si sono adattati a vivere in ambienti antropizzati, gli assioli e le ghiandaie marine.

Anche nella stagione riproduttiva 2011 è stato condotto il monitoraggio delle cassette montate sui tralicci per la raccolta dei dati riproduttivi (si veda il box seguente).

Nel 2011 Terna ha proseguito con la collaborazione con Ornis italica anche per il progetto “birdcam”, che prevede l’installazione di telecamere sui nidi artificiali per seguire on-line, sul sito www.birdcam.it e sul sito di Terna, il periodo riproduttivo dei volatili. Il collegamento attraverso le webcam consente, tra l’altro, l’osservazione scientifica del comportamento animale anche a ricercatori che operano in remoto.

La stagione riproduttiva 2011 nei nidi sui tralicci di Terna 

Nidi su tracciati TernaGheppi, falchi cuculi, falchi pellegrini, assioli e ghiandaie marine sono le specie di uccelli che hanno scelto di vivere la loro stagione riproduttiva in nidi artificiali su tralicci dell’alta tensione di Terna.

Il monitoraggio dei nidi artificiali è avvenuto a cura degli ornitologi di Ornis italica che nel 2011 hanno ispezionato circa il 10% degli oltre 500 nidi installati su sostegni della rete di Lazio, Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna.

Nel parmense sono stati monitorati 31 nidi di gheppi e inanellati 99 pulcini. Per la prima volta, si è riscontrata la nidificazione di una coppia di falchi cuculi da cui sono nati 3 piccoli, tutti inanellati 15 giorni dopo la nascita. La natura di falco coloniale che riutilizza i vecchi nidi fa sperare, per il 2012, nel ritorno di questa prima coppia e dei loro piccoli per un insediamento in zona più significativo. Tutti gli altri nuovi nidi, installati per favorire la riproduzione di questo falco migratore di dimensioni medio-piccole, sono stati invece occupati da gheppi. Sempre in quest’area non si sono invece registrate presenze nei nidi di ghiandaie marine né di assioli.

L’occupazione da parte dei gheppi dei nidi destinati ai falchi cuculi ha caratterizzato anche quelli installati nell’area del Mezzano, in provincia di Ferrara. Inattesa viceversa la presenza, nello spazio ristrettissimo tra una parete del nido e il montante del traliccio, di pipistrelli (nottula minore) in riposo diurno.

Due nidi collocati nel ferrarese hanno ospitato coppie di ghiandaie marine da cui si sono involati 8 piccoli: considerata la rarità della specie in quest’area queste occupazioni costituiscono un successo molto importante, forse l’inizio di una maggiore colonizzazione futura.

Per quanto riguarda il Lazio, sono state monitorate circa 60 cassette nido destinate a ghiandaie marine e assioli. Rispetto al 2010, è quasi raddoppiata la presenza di coppie di ghiandaie (erano 15 nel 2010, sono state 25 nel 2011) ed è aumentata quella degli assioli. Complessivamente sono nati 98 ghiandaie e 12 assioli. Gran parte dei nuovi nati sono stati inanellati. Nel 2011 non è stato effettuato il monitoraggio della riproduzione dei gheppi.

In alcuni casi le cassette nido sono corredate da una webcam che fornisce 24h24 alla comunità scientifica – oltre che agli appassionati – la possibilità di seguire tutte le fasi della riproduzione, dalla deposizione alla schiusa delle uova fino all’involo dei nuovi nati.

L’adozione di nuove tecnologie per la trasmissione audio e video in full HD ha migliorato ulteriormente la qualità dello streaming. È stata inoltre testata anche una eggcam che ha consentito una ripresa molto ravvicinata della deposizione e della successiva schiusa di un uovo. Queste novità hanno ampliato la già vasta platea di appassionati: il primo post su YouTube, relativo alla deposizione di un uovo, è stato caricato da un birdwatcher statunitense.