La gestione degli impatti sulla biodiversità

Terna affronta gli impatti sulla biodiversità con una serie di strumenti integrati, che implicano la considerazione di tali impatti fin dalla fase di pianificazione e l’adozione, laddove necessario, di adeguate misure di mitigazione e compensazione.

L’approccio è prima di tutto di tipo preventivo. Fin dalla fase di pianificazione dei nuovi interventi di sviluppo, infatti, Terna considera l’esigenza di preservare l’ambiente e il paesaggio attraverso la ricerca di soluzioni condivise con le Amministrazioni locali per la localizzazione delle infrastrutture elettriche. Al pari di altre variabili ambientali, anche la biodiversità, e in particolare la presenza di aree protette, costituisce pertanto un inputdella pianificazione dello sviluppo della rete, orientata alla sostenibilità. Le caratteristiche di biodiversità delle aree potenzialmente destinate ad accogliere una nuova infrastruttura sono accuratamente studiate. Le informazioni raccolte entrano a far parte dei criteri di determinazione del tracciato finale e sono disponibili all’interno del Rapporto Ambientale, nei volumi di dettaglio regionale, che corredano il Piano di Sviluppo della rete.

Questo approccio ha trovato conferma nel Protocollo d’intesa siglato da Terna con il WWF (si veda il box seguente), che prevede tra l’altro l’integrazione di criteri ambientali coerenti con la strategia di conservazione del WWF nel processo di pianificazione delle nuove linee da costruire. 

Completati gli interventi di Terna in 3 Oasi WWFEN13

Oasi wwf di PaduleAvviati nel 2010, i primi 3 progetti di ripristino e mitigazione ambientale previsti dalla partnership strategica Terna-WWF Italia e messi a punto in collaborazione con WWF Ricerche e Progetti sono stati realizzati e presentati alle Istituzioni e media locali.

A primavera 2011, dopo alcune sospensioni delle attività di cantiere per non interferire con la stagione di nidificazione, si sono conclusi i lavori nelle Oasi toscane di Stagni di Focognano, nella piana fiorentina, e di Padule Orti-Bottagone, nel comune di Piombino (LI).

A Focognano, un’Oasi lacustre che si estende su una superficie di 35 ettari a soli 10 km dal centro storico di Firenze, la presenza di due linee elettriche ad Alta Tensione con due sostegni posti direttamente nello stagno e due al confine dell’area ha orientato l’intervento nella direzione della mitigazione degli impatti sull’avifauna. I cavi dell’Alta Tensione rappresentano un ostacolo poco visibile e potenzialmente pericoloso per gli uccelli in volo che utilizzano quest’Oasi come stazione di sosta, come il cavaliere d’Italia, l’airone rosso, la garzetta e il tarabusino. Per minimizzare tale rischio Terna ha realizzato una vera e propria segnaletica per uccelli lungo oltre 1000 metri di linea elettrica installando, attraverso uno spettacolare intervento dall’elicottero di un tecnico specializzato, 108 “spire anticollisione”. Si tratta di speciali dispositivi colorati a forma di spirale che vengono avvolti intorno alle funi di guardia dei cavi rendendoli così visibili per evitare le collisioni; il sibilo emesso dal vento li rende efficaci anche di notte. A Focognano, Terna ha inoltre installato sui tralicci alcuni nidi artificiali, muniti di webcam, per favorire la riproduzione dei gheppi e il relativo monitoraggio.

Un significativo aumento delle potenzialità naturalistiche dell’area unitamente a un potenziamento delle infrastrutture dedicate alla gestione, alla fruizione e al monitoraggio delle specie presenti sono invece gli obiettivi dell’intervento di WWF-Terna nell’Oasi Padule Orti-Bottagone. In quest’area, che conta ben 6 diversi habitat di interesse comunitario ed è tagliata in due dalla strada provinciale, è stato realizzato il primo “condominio” per uccelli mai realizzato in Italia, una speciale torretta di avvistamento in cui sono inseriti 154 nidi di forma e grandezza diversa per accogliere balestrucci, passeri, rondini e rondoni oltre ai visitatori e birdwatcher. In pochi mesi il condominio risulta già abitato da 5 coppie di passera d’Italia e da 4 coppie di storno, ma già tutte le specie provenienti dall’Africa a cui sono dedicati gli “alloggi” (balestruccio, rondine e rondone) hanno fatto una ricognizione all’interno della speciale struttura e potrebbero occuparla nelle prossime stagioni. Questa struttura ha favorito, a fine 2011, l’assegnazione a Orti-Bottagone del premio “Oasi più bella” attribuito da EBN Italia, l’associazione italiana di birdwatching per promuovere una maggiore fruibilità delle oasi e delle riserve naturali.

A Orti-Bottagone Terna ha inoltre realizzato un capanno per l’osservazione, una torretta di avvistamento, la sistemazione di un sottopasso per garantire continuità di visita nonostante la strada provinciale che taglia in due l’Oasi e infine nuovi sentieri per esplorare le bellezze dell’area, tra cui una speciale passerella su palafitte, schermata da una parete con feritoie, per passeggiare a pochi centimetri dall’acqua senza disturbare fenicotteri, cavalieri d’Italia, alzavole e cormorani in sosta nella palude.

Gli interventi di Terna in queste due oasi toscane sono stati presentati alla cittadinanza, alle Istituzioni e ai media locali nel corso di un evento, organizzato da WWF Italia a Piombino, a Palazzo Appiani, cui ha fatto seguito una visita guidata all’Oasi di Orti-Bottagone. L’incontro di Piombino è stato anche un’occasione per presentare i materiali video e cartacei (brochure e mappa delle Oasi) realizzati a beneficio di tutti coloro che visiteranno le Oasi di Stagni di Focognano e di Orti-Bottagone.

In autunno si sono conclusi i lavori nella terza Oasi WWF, la siciliana Torre Salsa (AG), scelta anche in questo caso perché rappresentativa di una situazione tipica del territorio italiano.

Creare le condizioni per una maggiore fruibilità dell’Oasi in ottica di turismo naturalistico, attività didattiche e ricerca scientifica è stato l’obiettivo principale del progetto. Il risultato è stato l’allestimento di un belvedere attrezzato affacciato sul mare da cui osservare le centinaia di garzette, aironi, spatole, falchi pecchiaioli, gru che in autunno e primavera percorrono una delle più importanti rotte di migrazione della penisola, nonché il falco pellegrino che nidifica sulle imponenti scogliere rocciose lungo la costa. Per le attività didattiche è stata creata un’aula verde all’aperto, protetta da una tensostruttura in legno e cotone completamente removibile oltre a un percorso con panchine, leggii e bacheche informative per permettere a tutti di scoprire e godere dell’incredibile varietà di vita ospitata dall’Oasi.

Terna ha voluto dare un contributo a una migliore gestione, sorveglianza e monitoraggio dell’area potenziandone le infrastrutture fisiche e tecnologiche (recinzioni, cancellate e un sistema di telecamere a circuito chiuso) che aiuteranno a proteggerla da incendi, bracconaggio, abbandono di rifiuti o transito fuori dai sentieri, principali fattori di minaccia per questo delicato ecosistema.

A novembre, gli interventi nell’Oasi siciliana di Torre Salsa sono stati presentati alla cittadinanza, alle Istituzioni e ai media locali nel corso di un evento ospitato dalla Provincia di Agrigento.

Ultimato questo primo programma l’accordo WWF-Terna prevede la realizzazione di progetti di ripristino e riqualificazione ambientale nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga in Abruzzo e nel Parco Nazionale del Pollino, in Calabria. In entrambi i casi sono previsti interventi di razionalizzazione della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale (RTN) con conseguenti demolizioni di tratti di linee che rappresentano un’interessante opportunità per la riqualificazione ambientale dei vecchi tracciati delle linee. I lavori di ripristino ambientale potranno partire una volta effettuate le demolizioni.

 

Nonostante gli accorgimenti adottati in fase di pianificazione, è possibile che si verifichino delle interferenze tra le singole opere e alcune specie o habitat. Per ridurre al minimo tali interferenze, vengono adottate misure di mitigazione ambientale, sia nella fase di realizzazione dell’opera, sia durante il suo esercizio. Qualora le misure di mitigazione non siano sufficienti a ridurre a livelli poco significativi le interferenze, vengono adottate misure di compensazione ambientale, ovvero azioni su ambiti prossimi alla linea elettrica.

Le principali misure di mitigazione e compensazione implicano:

  • ripristini ambientali costituiti dalla realizzazione di opere di ingegneria naturalistica, in grado di regolare il deflusso superficiale delle acque meteoriche e di controllare, quindi, il fenomeno dell’erosione dei suoli;
  • rimboschimenti, attraverso la messa a dimora di specie arboree e arbustive autoctone, appartenenti alla vegetazione della zona;
  • inerbimenti con sementi appartenenti a specie autoctone, distribuite unitamente a concimi e collanti naturali, che ne facilitano l’attecchimento. L’uso di specie autoctone evita che si possano verificare fenomeni di inquinamento floristico, attraverso l’introduzione di specie estranee all’ambiente;
  • EU13compensazioni, ovvero si bilancia il taglio forestale effettuato lungo le linee in progetto con la messa a dimora di individui arborei della stessa specie su superfici equivalenti.

EN13Per le specie animali e floristiche potenzialmente coinvolte si rimanda al Rapporto Ambientale 2011, pubblicato sul sito di Terna nella sezione “Sistema Elettrico”.

Durante la realizzazione delle opere viene effettuato un monitoraggio sugli habitat e sulle specie floristiche e faunistiche interessate. Questo per verificare la reale adeguatezza delle opere di mitigazione e compensazione applicate, al fine di valutarne costantemente l’efficacia e apportare, se necessario, correzioni. Nello specifico vengono effettuate delle analisi ambientali prima che l’opera venga realizzata; i dati ottenuti vengono confrontati con quelli provenienti da campionamenti successivi alla realizzazione dell’opera, allo scopo di individuare prontamente la comparsa di eventuali segni di peggioramento.

Per quanto riguarda le linee già esistenti, Terna ha sperimentato sistemi di mitigazione relativi, in particolare, all’interferenza tra linee e avifauna, che vengono trattati nel paragrafo seguente.

Terna sta inoltre verificando la possibilità di utilizzare le linee della RTN a supporto del monitoraggio ambientale: l’installazione di specifici sensori sui sostegni delle linee consentirebbe infatti di avviare programmi di raccolta dati ambientali, concordati con Enti Parco e Amministrazioni locali. In tal modo, oltre ad ampliare il ventaglio delle potenzialità di utilizzazione delle infrastrutture di trasmissione, Terna potrebbe fornire un contributo significativo alle attività di monitoraggio e gestione della biodiversità e del territorio.

Il mascheramento delle stazioni elettriche di Chignolo Po e MaleoEN13
EU13

A seguito della costruzione delle stazioni elettriche di Chignolo Po e Maleo, sono state realizzate opere di mascheramento delle infrastrutture mediante l’impiego di tecniche di ingegneria naturalistica.

L’intervento ha interessato l’area perimetrale della stazione elettrica (ampia circa 30 mq) e ha previsto un’attività di piantagione e idrosemina, con il duplice scopo di consolidare il terreno e mascherare l’infrastruttura elettrica. Sono stati inoltre trapiantati alberi e arbusti autoctoni, come ad esempio 4 querce nella stazione di Chignolo Po.

I lavori hanno avuto inizio a settembre 2011, a chiusura definitiva del cantiere civile, e sono terminati a novembre 2011.

Nei tre anni a seguire sarà fatta manutenzione e verifica di attecchimento delle piante utilizzate.

 

Studi su linee elettriche e pipistrelliEN14

L’interesse verso la chirotterofauna è in forte crescita. La Convenzione sulle Specie migratrici dell’UNEP e l’Accordo europeo per la tutela dei pipistrelli (EUROBATS) celebrano infatti il 2011 quale Anno Europeo del pipistrello e il 2012 come Anno Internazionale del pipistrello.

Pipistrelli

Tuttavia al momento non sono presenti studi che parlino degli effetti che le linee elettriche possono avere sulla chirotterofauna e quali potrebbero essere le misure di mitigazione.

Terna ha avviato pertanto un lavoro di ricerca con l’obiettivo di:

  • descrivere gli aspetti dell’ecologia dei pipistrelli che potrebbero essere interessati da un’eventuale interazione con le linee ad Alta e Altissima Tensione (AT e AAT);
  • analizzare la letteratura presente a livello nazionale, europeo e internazionale relativa alla tematica proposta e ad altre problematiche potenzialmente connesse;
  • approfondire la tematica attraverso la consultazione con esperti internazionali del settore;
  • fornire schede tecniche relative alla biologia delle specie potenzialmente interessate dalla realizzazione di nuove linee AT e AAT.

Lo studio ha approfondito la biologia e l’etologia della specie attraverso una ricerca bibliografica e la consultazione di professionisti internazionali ed esperti di settore.

Dagli approfondimenti è risultato che la tematica non è stata ancora sviluppata in Europa e non esistono dati a riguardo.

Lo studio ha concluso che non è possibile parlare, per i pipistrelli, di ostacoli causati da linee elettriche AT e AAT. Infatti, l’approfondimento ha escluso le ipotesi di possibili collisioni o interferenze con le attività di caccia, volo e migrazione. Riguardo alla sottrazione di habitat, viene proposto un catalogo di possibili interventi mitigativi che possono essere inseriti, adattandoli alle esigenze puntuali, all’interno dei futuri Studi di Impatto Ambientale. Per ogni specie della chirotterofauna italiana è stata elaborata una scheda che riassume distribuzione, ecologia della specie, impatti potenziali e analisi del volo in relazione alla presenza dei diversi sostegni.

Da segnalare, infine, l’utilizzo dei tralicci – in particolare dello spazio tra il montante del traliccio e la parete di una cassetta nido per rapaci – per il riparo diurno da parte dei pipistrelli, rilevato per la prima volta nel 2011 da ornitologi che collaborano con Terna.

 

Recupero e ripristino delle aree di cantiere in Val d’Ossola SudEN13
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Nell’ambito della razionalizzazione della rete elettrica in Val d’Ossola Sud sono stati previsti degli interventi di recupero, mitigazione e compensazione ambientale delle superfici interessate dai lavori.

Gli interventi, effettuati tra marzo e aprile 2011, hanno previsto:

  • l’imboschimento delle aree tramite trapianto di arbusti a densità elevata che hanno un rapido accrescimento;
  • il controllo e il taglio delle piante spontanee e di specie esotiche di invasione in corrispondenza delle aree oggetto di imboschimento.

La scelta di impiegare trapianti arbustivi è determinata anche dalla volontà di inserire delle specie arboree che, allo stadio adulto, siano alte al massimo 5-6 m, in modo da non interferire con i cavi delle linee.