Iniziative per ridurre le proprie emissioni

EN18Terna concentra la propria attenzione su alcuni programmi volontari di intervento al fine di ridurre le proprie principali fonti di emissioni di gas serra:

  • un programma di contenimento dell’incidenza delle perdite di SF6: Terna ha messo in atto diverse iniziative, quali l’individuazione tempestiva delle perdite tramite sistemi di monitoraggio on-line e la ricerca di soluzioni tecnologiche che aumentino l’ermeticità delle apparecchiature e dei componenti;
  • studi di fattibilità per iniziative orientate al risparmio energetico nelle stazioni elettriche;
  • un programma di riduzione dei consumi per km della flotta di auto aziendali, che implica una riduzione delle emissioni di CO2 per km (g/km);
  • un programma di efficienza energetica degli edifici (uffici).

Nei primi due casi si tratta di iniziative che possono avere un effetto quantitativo significativo, ma solo nel medio-lungo termine. Nel terzo caso, i risultati sono già tangibili ma riguardano una fonte di emissioni meno rilevante sotto il profilo quantitativo. 

Contenimento delle perdite di SF6

Il gas SF6 (esafluoruro di zolfo), grazie alle proprietà chimico-fisiche che ne fanno un ottimo isolante, è utilizzato come mezzo di isolamento all’interno di alcune apparecchiature elettriche quali interruttori, trasformatori di corrente e impianti blindati. Questi ultimi consentono la realizzazione di stazioni elettriche in spazi ridotti e con minori esigenze di manutenzione. Grazie a queste proprietà si prevede un utilizzo crescente delle apparecchiature con isolamento in gas SF6, come avviene anche all’estero da parte di altri operatori di trasmissione.

Parte del gas presente nelle apparecchiature si disperde nell’atmosfera per difetti di tenuta, in occasione di guasti e, talvolta, anche durante le operazioni di ripristino della pressione. L’SF6 è classificato fra i gas a effetto serra: Terna opera al fine di mantenere sotto controllo le perdite di SF6, per contenerne e possibilmente ridurne l’incidenza percentuale rispetto al totale del gas utilizzato. Se infatti le perdite in valore assoluto potrebbero aumentare per via del maggiore impiego di gas, una riduzione dell’incidenza delle perdite avrebbe proprio per questo un rilevante impatto in termini di emissioni evitate.

Pur avendo identificato nell’incidenza delle perdite di SF6 un indicatore significativo delle proprie performance in relazione al cambiamento climatico, l’individuazione di un target è ancora oggetto di approfondimento. Vi sono infatti diversi elementi di incertezza:

  • la crescita di consapevolezza e attenzione al tema si è riflessa in un miglioramento della misurazione delle perdite, comportando – proprio negli anni di avvio delle attività di contenimento (2009-2010) – un peggioramento della perfomance con ogni probabilità solo apparente;
  • il verificarsi di guasti con significative perdite di gas – la cui probabilità cresce dato il crescente impiego del gas SF6 in apparecchiature di stazione di grandi dimensioni – può alterare considerevolmente il trend;
  • se da un lato l’installazione di apparecchiature con migliori prestazioni di tenuta tende a ridurre l’incidenza delle perdite, dall’altro l’invecchiamento delle apparecchiature già installate potrebbe comportare un incremento delle perdite;
  • Terna già registra bassi valori dell’incidenza delle perdite di SF6 nel confronto con altri TSO (si veda il riquadro dedicato in questo paragrafo), per cui ulteriori riduzioni, che hanno costi marginali crescenti, non possono che essere contenute e ad alta probabilità di essere controbilanciate dai fattori avversi già ricordati, di potenziale maggiore impatto.

Al netto di guasti eccezionali e dell’eventuale effetto derivante dall’invecchiamento delle apparecchiature in esercizio, si stima che l’installazione dei nuovi apparati a maggiore tenuta (quali i trasformatori ad affidabilità incrementata), avviata nel 2009 e proseguita negli anni 2010 e 2011, possa determinare una riduzione dell’incidenza delle perdite stimabile allo 0,1% nell’arco di cinque anni dall’inizio della campagna di installazione, fatta salva l’effettiva disponibilità delle nuove apparecchiature. In base a questa stima, e sempre al netto dei fattori ricordati, ci si attende che entro il 2014 l’incidenza delle perdite possa convergere verso valori oscillanti attorno allo 0,6%, considerato che l’incidenza media del periodo 2005-2009 è stata dello 0,7%.

Perdite di SF6 

 Perdite di Sf6

 (*) perdite al netto di un evento eccezionale (1.07% con evento compreso)

Nel 2011 l’incidenza delle perdite è stata dello 0,60%, in calo rispetto ai due anni precedenti (2010: 0,73%; 2009: 0,89%). Come fin qui illustrato, le informazioni disponibili non consentono di interpretare questi risultati come una convergenza verso l’obiettivo.

Nel 2011 è proseguita con successo l’applicazione della procedura di registrazione dei rabbocchi gas SF6 avviata nel 2010 con l’obiettivo di individuare le apparecchiature con perdite anomale e valutare la fattibilità di un programma di manutenzioni mirate. I risultati dello studio consentiranno di definire con maggiore precisione un valore target per l’incidenza delle perdite di SF6.

Di seguito i programmi e le iniziative in atto dal 2008 per la gestione del gas SF6:

  • procedura per il monitoraggio delle perdite e la riduzione della dispersione del gas in fase di ripristino della pressione: la procedura di rilevazione prevede la registrazione del gas utilizzato e disperso per ogni singola stazione (fino al 2007 la misura delle perdite era fornita dai quantitativi complessivi di SF6 acquistato al netto delle nuove installazioni);
  • moduli compatti multifunzione (insieme di diverse apparecchiature) che consentono la riduzione del 30% della quantità di SF6 necessaria per l’isolamento rispetto ad altre apparecchiature. Dopo l’esito positivo delle verifiche delle prestazioni, i moduli compatti sono considerati uno standard applicativo e vengono installati secondo necessità;
  • sistemi di rilevamento con trasmissione a distanza delle perdite del gas nelle apparecchiature: dopo aver completato l’installazione nella stazione elettrica di Lacchiarella, sono in corso le verifiche delle prestazioni per un’eventuale applicazione diffusa. Infatti l’identificazione tempestiva dal centro tele-conduzione delle apparecchiature nelle quali la densità del gas sta diminuendo in modo anomalo consente di intervenire in modo mirato evitando il fuori servizio del componente per perdita di isolamento;
  • nuovi trasformatori di misura (TA) sigillati ad affidabilità incrementata con perdite massime dello 0,1% annuo: dal 2010 è in corso il piano di sostituzione di vecchie apparecchiature con i nuovi trasformatori.

 

Risparmio energetico nelle stazioni

Nelle stazioni elettriche viene utilizzata energia elettrica per assicurare il funzionamento delle apparecchiature e il loro telecontrollo.

Le principali fonti di consumo sono:

  • il raffreddamento dei trasformatori di potenza;
  • l’illuminazione esterna;
  • gli impianti di condizionamento e di riscaldamento dei locali tecnici;
  • i circuiti ausiliari di comando, controllo e protezione di tutte le apparecchiature e i macchinari.

Nonostante l’energia consumata sia solo quella strettamente necessaria a garantire la sicurezza del funzionamento, la ricerca di opportunità di risparmio si è comunque indirizzata verso:

  • sistemi a circolazione naturale e/o automatismi che ottimizzino il funzionamento di pompe e ventilatori di raffreddamento dei trasformatori;
  • installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici di stazione, almeno per coprire il consumo dei computer di gestione degli impianti.

La misura degli effetti delle iniziative illustrate sarà possibile solo nel medio termine, quando i progetti avranno raggiunto uno stadio più avanzato.

 

Perdite di SF6: dati a confronto

Il confronto tra Terna e gli altri operatori di trasmissione in tema di perdite di SF6 viene condotto prendendo a riferimento l’incidenza percentuale di perdite rispetto al totale del gas utilizzato.

Poiché l’utilizzo del gas SF6 è una peculiarità del settore degli operatori di trasmissione, sono stati presi in considerazione solo i dati delle aziende appartenenti al panel TSO.

Nel 2011 l’incidenza media delle perdite di SF6 per Terna risulta pari a 0,6%; nel 2010, anno per cui sono disponibili i dati di confronto, l’incidenza era stata pari a 0,7%.

Nel confronto con gli altri operatori di trasmissione Terna evidenzia un’incidenza delle perdite di SF6 inferiore alla media, confermando i risultati riportati nel Rapporto di sostenibilità dello scorso anno.

Panel TSO: 11 dati disponibili; media incidenza perdite SF6: 1,1%; valore minimo: 0,3%; valore massimo: 2,3%; deviazione standard: 0,7%.Terna si posiziona molto al di sotto della media di incidenza delle perdite.

Confrontando i dati con quelli del 2009, pubblicati lo scorso anno, non si riscontrano, per 7 su 8 dati disponibili, significative variazioni dell’incidenza, che aumenta o diminuisce di 1-2 decimi di punto.

Incidenza perdite di SF6 

Incidenza perdite di Sf6

1 L’incidenza delle perdite è stata calcolata come percentuale di perdite sul totale di gas installato nelle apparecchiature.

 

Riduzione delle emissioni legate ai consumi energetici negli ufficiEN5

Dal 2011 è operativa la Linea Guida sui “Criteri per l’efficienza energetica degli edifici di Terna” che stabilisce uno standard comune per la realizzazione di edifici a minimo impatto energetico e fornisce dei criteri integrati di progettazione/riqualificazione degli edifici. Lo scopo del documento è consentire un risparmio energetico nel tempo e conseguentemente ridurre le emissioni dirette di gas serra. Per il 2012 è stata prevista una campagna d’informazione- diffusione sulla nuova linea guida e sulle attività legate al sistema di gestione dell’energia.

Negli uffici le fonti principali di consumi energetici sono legate all’illuminazione dei locali, ai condizionatori e all’uso di computer e stampanti.

Nel 2011 è stata misurata la riduzione dei consumi ottenuta attraverso la sostituzione di 156 modelli (solo desktop) di personal computer. I nuovi desktop consentono un risparmio nei consumi medi energetici pari all’80%.

 

Riduzione delle emissioni legate alla mobilitàEN29

Il parco auto della Società – utilizzato principalmente per ispezioni sulle linee e per lavori e riparazione di guasti – non è concentrato in poche località, ma impiegato su un territorio vasto. Non vi è dunque un problema di impatto su specifiche aree, ma un generico effetto di inquinamento. Il principale intervento per la riduzione dell’impatto del trasporto sull’ambiente consiste nell’ammodernamento ricorrente del parco auto tramite un ricambio dei mezzi operativi ogni 48 mesi, un’attenta stesura delle specifiche in fase di approvvigionamento (con attenzione all’impatto ambientale) e nella scrupolosa manutenzione.

Parco automezzi Terna
  2011 2010 2009
Ibridi 9 9 9
Euro 5138 97 79
Euro 4 985 1.009 1.033
Euro 3 (o inferiori)  219 273 346
Totale Automezzi 1.351 1.388 1.467

Nel corso del 2011 Terna ha confermato le azioni intraprese per ridurre l’impatto sull’ambiente della mobilità dei suoi dipendenti che consistono in:

  • ottimizzazione della localizzazione delle sedi presenti nelle grandi città (già effettuata per Roma e Milano e in progetto per Firenze);
  • monitoraggio sugli spostamenti dei dipendenti;
  • uso di apparati per videoconferenze collegabili con altri apparati inseriti presso fornitori, partner e altre sedi Terna;
  • incentivazione all’uso dei mezzi pubblici tramite:
    • agevolazioni per gli abbonamenti annuali per i dipendenti (sono stati stipulati degli accordi con le società di trasporto pubblico di Roma e Milano con un’adesione per la sede di Roma di 167 dipendenti e per Milano di 63);
    • due servizi di collegamento con i più vicini snodi di trasporto pubblico per due delle sedi di Roma e uno per la sede di Milano, senza partecipazione ai costi da parte dei dipendenti;
  • corsi su veicoli off road basati sulla sicurezza e sulla riduzione delle emissioni.
    Terna impiega i veicoli operativi quotidianamente per ispezioni sulle linee e per raggiungere impianti operativi dislocati su tutto il territorio nazionale; spesso tali ispezioni richiedono il ricorso a fuoristrada perché i tralicci sono raggiungibili solo attraverso sentieri non asfaltati.

La Società ha aderito dal luglio 2008 al progetto 10X10 di Quattroruote, cui partecipano ad oggi 35 aziende che s’impegnano ad abbattere le emissioni di CO2 della propria flotta di veicoli aziendali. Con l’adesione al progetto, Terna ha confermato l’attenzione alla riduzione dell’impatto causato dalle emissioni riconducibili alla mobilità aziendale, ai consumi dei carburanti e all’efficienza della flotta aziendale.

A novembre 2011 è stata avviata una campagna di sostituzione dei residui veicoli di classe Euro 3 ed Euro 4, che si concluderà nel corso del 2012.

La variazione del mix delle classi dei mezzi – rispetto a quanto attualmente rappresentato in tabella – e il rinnovamento dei veicoli porteranno a un miglioramento dell’efficienza dell’autoparco, consentendo una riduzione dei consumi e la relativa riduzione delle emissioni.

La campagna di sostituzione, che riguarda circa l’80% dei veicoli della flotta, prevede per le emissione di CO2 dei mezzi operativi acquisiti, un progetto di compensazione attraverso la creazione e tutela di nuove aree verdi a Roma, nel Parco della Madonnetta, in Madagascar e in Costa Rica.

Il raggiungimento dell’obiettivo è assicurato dalla collaborazione tra Terna, le aziende automobilistiche fornitrici dei mezzi e il progetto Impatto Zero di LifeGate.

Grazie alla creazione e tutela di queste aree boschive, nei prossimi quattro anni, verranno compensate le emissioni di anidride carbonica, quantificate in 10.222.763 kg, generate da 840 mezzi della flotta operativa di Terna.

Le emissioni sono state stimate sull’anidride carbonica media per veicolo (dato fornito dalle case costruttrici) per chilometro percorso e sul numero stimato di chilometri annui percorsi dai mezzi della flotta operativa di Terna.

Le aree interessate hanno un’estensione di 14.000 mq a Roma, 510.756 mq in Madagascar e di 2.019.848 metri quadri in Costa Rica.

La riforestazione permetterà la compensazione di oltre il 42% delle emissioni annue di CO2 del parco auto di Terna.