Biodiversità

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EN26Gli impianti di Terna sono presenti in modo diffuso su tutto il territorio nazionale con una rete la cui estensione è di oltre 57.000 km. La relazione della rete con l’ambiente naturale circostante e il suo impatto sulla biodiversità assumono EN12diverse caratterizzazioni nella fase di costruzione di nuove linee e in quella di esercizio di linee esistenti. Nella fase di costruzione l’impatto sulla biodiversità è legato alle attività di cantiere: apertura di passaggi per arrivare a erigere i tralicci, escavazione del suolo, rimozione di materiali residui. L’intervento di realizzazione di nuove linee e stazioni impone particolare attenzione se avviene in prossimità o all’interno di aree protette.

Una volta costruita la linea, la relazione con la biodiversità è duplice. Da un lato, il tracciato della linea può costituire un fattore di accrescimento della biodiversità e di protezione di alcune specie. Ad esempio, quando le linee attraversano vaste zone aperte o estese aree con monocolture cerealicole, i tralicci e le loro basi costituiscono “isole” di concentrazione della biodiversità. Le basi dei tralicci, soprattutto quelli più grandi che sostengono linee ad Alta Tensione, sono le uniche zone risparmiate dall’agricoltura intensiva e sottratte all’attività di lavorazione e trasformazione del terreno. Sono le zone in cui fioriscono erbe spontanee e rovi in cui i roditori selvatici trovano rifugio perché i loro sistemi di tane non sono distrutti periodicamente dalle attività di aratura. Sono anche quelle intorno a cui si concentrano i predatori dei roditori, ovvero gli uccelli rapaci. Gli uccelli, e in particolare i rapaci, utilizzano infatti comunemente le linee elettriche e i tralicci sia come punti di osservazione del territorio sia come strutture per la nidificazione.

Dall’altro lato, la presenza delle linee ha effetti potenzialmente negativi sulla biodiversità, che riguardano in particolare gli uccelli. Il rischio di elettrocuzione non dovrebbe interessare gli impianti di Terna, in quanto è legato allo spazio ridotto tra i conduttori tipici delle linee a bassa e media tensione, che può determinare la folgorazione degli uccelli – soprattutto se grandi – che ne attraversano il percorso. Le linee ad Alta Tensione invece, possono essere interessate dal rischio di collisione. L’effettivo verificarsi delle collisioni dipende dalla densità della fauna avicola e dalla frequenza dei transiti in volo in prossimità delle linee. I fattori rilevanti in tal senso sono le rotte degli uccelli migratori – particolarmente importanti in Italia che è un Paese “ponte” dall’Europa verso l’Africa – la dislocazione delle zone umide sul territorio, la presenza di aree protette, riserve e parchi.

Un radar per gli uccelli migratoriEN26

Per la realizzazione della linea Sorgente-Rizziconi , il cui percorso prevede una parte aerea in prossimità dello Stretto di Messina, Terna ha voluto sperimentare, per la prima volta in Italia, l’utilizzo del radar per il monitoraggio dell’avifauna di passaggio sul futuro tracciato della linea. Questa particolare attenzione è giustificata dall’importanza dello Stretto di Messina per gli uccelli migratori che, provenendo dall’Africa, arrivano in Sicilia per poi risalire la penisola, attraversando lo stretto nei pressi di Scilla. L’osservazione è stata condotta durante la migrazione primaverile del 2010, per un periodo di 15 giorni.

Il sistema radar ha registrato puntualmente il numero di passaggi, la quota e la direzione di volo degli uccelli in transito. La sperimentazione ha scientificamente misurato il potenziale impatto della linea in progetto sull’area di migrazione dell’avifauna trans-sahariana identificando chiaramente i corridoio di passaggio e le quote di volo. È stato così possibile escludere che la linea comporti rischi significativi per gli uccelli in passaggio.

La nuova linea avrà un ruolo di primo piano nello sviluppo del settore dell’energia “verde” e porterà notevoli benefici per il sistema elettrico; consentirà, infatti, la connessione alla rete siciliana di un maggior numero di centrali eoliche, in forte espansione in Sicilia e in tutta l’area meridionale, con la conseguente possibilità di esportare dall’isola verso il continente produzione rinnovabile (eolico e fotovoltaico) per oltre 700 MW.