Il Piano Strategico

Il 20 marzo 2012 è stato presentato il Piano Strategico relativo al periodo 2012-2016, approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società. I punti seguenti ne forniscono una sintesi.

La rete del futuro per un nuovo sistema elettrico

Nei prossimi 5 anni saranno investiti 4,1 miliardi di euro per la sicurezza e l’ammodernamento della rete elettrica, dei quali l’82% sarà destinato allo sviluppo della rete. Se si considerano anche gli 1,2 miliardi già investiti nel 2011, il piano d’investimenti raggiunge i 5,3 miliardi, superando così i 5 miliardi del precedente Piano.

Ai 4,1 miliardi, si deve aggiungere fino a circa 1 miliardo di euro per la realizzazione di sistemi di accumulo a batterie per 240 MW, al momento non ancora autorizzati e a condizione comunque dell’ottenimento di una congrua remunerazione. Lo sviluppo della rete elettrica resta quindi prioritario anche nel nuovo Piano.

Valorizzando le forti competenze tecniche e ingegneristiche della Società, oltre al miliardo di euro per la realizzazione delle batterie, potrebbero rientrare tra le Attività Non Tradizionali fino a 900 milioni di euro di investimenti, sia in Italia che all’estero, in progetti per clienti privati, dove il rendimento atteso è maggiore di quello delle attività regolamentate. Viene così praticamente raddoppiato l’ammontare obiettivo di spesa in Attività Non Tradizionali (fino a 1,9 miliardi di euro) rispetto al miliardo previsto nel Piano precedente. Pertanto, nell’arco del Piano si prevede che possano essere investiti fino a 6 miliardi di euro.

Terna svilupperà a regime oltre 300 cantieri in tutta Italia, per un valore di 2,9 miliardi di euro, e nel corso del 2012 partiranno i cantieri di tre opere strategiche: l’elettrodotto a 380 kV Foggia - Benevento, tra Puglia e Campania; l’elettrodotto a 380 kV Trino – Lacchiarella, tra Lombardia e Piemonte; l’elettrodotto a 380 kV Dolo – Camin, tra Venezia e Padova. Proseguiranno, poi, i lavori iniziati nel 2011 del “ponte elettrico” “Sorgente – Rizziconi”, tra Sicilia e Calabria per oltre 730 milioni di euro di investimenti, si procederà con il piano di ammodernamento e razionalizzazione delle grandi aree metropolitane che coinvolge le città di Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova per un investimento complessivo di circa un miliardo di euro.

Miglioramento dei margini

L’aumento dei ricavi e il controllo dei costi si tradurranno in un EBITDA cumulato negli anni di Piano 2012-16 in crescita del 19% circa rispetto al precedente Piano quinquennale. La crescita annuale media dell’EBITDA passerà dal 5% al 7,5%, con un consistente miglioramento del cash flow operativo. L’EBITDA margin alla fine del periodo sarà superiore all’80%, in crescita rispetto al target del 78% del vecchio Piano.

Struttura finanziaria più forte

Prosegue l’impegno per il rafforzamento dei coefficienti patrimoniali. Nel corso del Piano l’indebitamento netto si stima crescere di 1,6 miliardi di euro a 6,7 miliardi, il che implica una riduzione significativa di 1 miliardo di euro rispetto al Piano precedente.

La struttura del capitale rimane solida: nell’arco del Piano il rapporto tra indebitamento netto e RAB si mantiene inferiore al 55% in tutti gli anni del Piano e migliora il rapporto tra indebitamento netto ed EBITDA rispetto al 4,2 di fine 2011, rimanendo sotto le 4 volte.

Nuova politica dei dividendi

A partire dal 2012 si prevede un dividendo base dalle Attività Tradizionali pari a 19 centesimi di euro per azione, a cui si aggiungerà il contributo delle Attività Non Tradizionali (pay out del 60% sui risultati e/o gain).

Revisione del sistema tariffario

Il nuovo meccanismo tariffario per il periodo 2012-2015 ha rivisto il livello di remunerazione degli investimenti e anche la tipologia di investimenti che ricadono nelle diverse categorie. L’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha previsto alla fine del 2013 una revisione della componente “Risk Free” nella determinazione del WACC, considerando il rendimento medio annuale dei BTP a 10 anni nel periodo novembre 2012-ottobre 2013.

Flessibilità finanziaria

Per aumentare la propria flessibilità finanziaria, Terna potrebbe eventualmente valutare la cessione di un gruppo di asset per reinvestire i proventi in nuovi investimenti di sviluppo, senza mettere a rischio nel lungo termine la stabilità della struttura del capitale.

Nuovo assetto organizzativo

La distinzione tra Attività Tradizionali e Attività Non Tradizionali si riflette sul nuovo assetto organizzativo operativo a partire dal 1° aprile 2012.