Attività di sviluppo all’estero

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EU6Nell’ambito delle attività internazionali, lo sviluppo industriale di Terna si è focalizzato su aree strategiche nel bacino del Mediterraneo. In particolare gli ambiti di sviluppo riguardano il Nord Africa e i paesi dell’area balcanica con i EU23quali il governo italiano sta implementando accordi intergovernativi di cooperazione e sviluppo nel settore elettrico e di promozione delle fonti rinnovabili.

L’espansione delle attività nelle aree strategiche risponde all’obiettivo di incrementare la capacità di importazione di energia elettrica attraverso nuove interconnessioni con paesi limitrofi, con benefici per la sicurezza del sistema elettrico italiano e, più in generale, in termini di diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico dall’estero, aumento della concorrenza nel Mercato Elettrico italiano e riduzione dei prezzi dell’energia elettrica.

Il nuovo elettrodotto sottomarino tra Italia e Montenegro, in fase di implementazione, è il progetto di interconnessione elettrica di maggior rilievo per il collegamento con l’area balcanica. In Nord Africa, ad oggi, Terna non ha in corso attività operative ma solo di studio preliminare.

Balcani

I Balcani rappresentano per Terna l’area di sviluppo strategico di maggior interesse in considerazione della prossimità geografica e del potenziale energetico della regione, in particolare di tipo rinnovabile.

La regione dispone al momento del mercato energetico di prossimità più attraente in considerazione del surplus di energia previsto nel medio e lungo periodo grazie al notevole potenziale inutilizzato di tipo idrico, eolico e da biomasse. L’accesso a questo mercato consentirà una diversificazione delle fonti di approvvigionamento a costi di produzione competitivi. 

Le opportunità di sviluppo della produzione da fonte rinnovabile nella regione balcanica costituiscono anche una possibile opportunità per il rispetto dei target comunitari di riduzione della CO2.

Il paese di maggiore interesse per le attività di Terna nei Balcani è il Montenegro, grazie alla sua ubicazione geografica ottimale per le esigenze del mercato nazionale e alla disponibilità di una rete di trasmissione in buone condizioni e ben collegata con i futuri hub di generazione previsti nell’area (Bosnia-Erzegovina, Serbia, Albania e – via Serbia – Bulgaria e Romania). Tali caratteristiche lo rendono il candidato migliore a svolgere il ruolo di piattaforma elettrica di scambio tra l’Italia e l’area del Sud-Est Europa, caratterizzata da significativa disponibilità di energia in surplus nel breve-medio periodo a costi inferiori a quelli italiani.

Il nuovo elettrodotto sottomarino tra Italia e Montenegro collegherà l’Italia all’area balcanica attraverso 415 km di cavo tra i nodi a 400 kV di Villanova (Pescara) e Tivat (Montenegro), con una capacità di trasporto di 1.000 MW. L’infrastruttura è parte del Piano di Sviluppo della RTN di Terna, approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico ed è condotta secondo le stesse norme che regolano (ad esempio nel campo degli appalti) gli investimenti di sviluppo della rete in Italia.

Nel novembre 2010 e nel gennaio 2011 sono stati firmati gli accordi vincolanti tra Terna, il governo del Montenegro e l’operatore di trasmissione locale CrnoGorski Elektroprenosni Sistem AD (CGES) per la realizzazione del cavo tra Italia e Montenegro e per la partnership strategica con CGES. Tali accordi regolano le modalità, il coordinamento e le tempistiche per le attività di realizzazione delle infrastrutture. L’entrata in servizio del cavo è prevista dagli accordi per il 2015 da parte dei due operatori. Associato all’interconnessione sottomarina è previsto anche un programma di sviluppo delle infrastrutture di rete in Montenegro, a cura di CGES.

L’iter autorizzativo per la parte italiana si è concluso il 28 luglio 2011 con l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico. In Montenegro il progetto è stato inserito nel piano regolatore nazionale di dettaglio, approvato dal governo montenegrino il 28 luglio 2011 e pubblicato il 23 settembre 2011. Il progetto è attualmente in fase implementativa da parte di Terna e del gestore montenegrino CGES.

A complemento della realizzazione dei nuovi collegamenti sottomarini, Terna si propone di sviluppare le infrastrutture di rete dei paesi balcanici, al fine di potenziare i corridoi elettrici di scambio con l’Italia e garantire agli operatori del Mercato Elettrico

italiano opportunità di importazione dalla regione. In tale quadro Terna ha realizzato, in consorzio con SAE Power Lines, la linea a 400 kV Tirana-Elbasan in Albania, testata con successo a marzo 2011.

Terna è presente inoltre in Kosovo, con un’attività di assistenza tecnica a favore del TSO KOSTT, focalizzata sull’esercizio del sistema elettrico e su aspetti di regolazione internazionale del Mercato Elettrico. Il contratto, in partnership con la scozzese IPA, è finanziato dalla Commissione Europea e ha una durata complessiva di 46 mesi con conclusione prevista a gennaio 2013.

A giugno 2011 si è conclusa con successo l’assistenza tecnica a favore dell’Autorità di regolazione energetica serba AERS dopo precedenti esperienze con il TSO turco TEIAS, il Ministero dell’Energia ucraino, l’azienda di distribuzione albanese KESH, e il TSO albanese OST.

Nord Africa

In Nord Africa, ad oggi, Terna non ha in corso attività di investimento ma solo di studi e sviluppo preliminare. 

Le infrastrutture (energia, acqua, trasporti e relative complementarità) costituiscono il presupposto dello sviluppo sociale ed economico dell’area: nuovi spazi di mercato si aprono per le imprese operanti nel settore delle infrastrutture elettriche, storicamente concentrate sui mercati nazionali.

Nello sviluppo di progetti di connessione con i paesi del Nord Africa, Terna privilegia progetti integrati di produzione e trasporto di energia elettrica, con particolare riferimento alle fonti rinnovabili il cui utilizzo porta vantaggi all’ambiente e rafforza la sicurezza degli investimenti migliorando il profilo di rischio.

Una posizione geografica strategica, una robusta capacità di interconnessione con le reti europee in grado di supportare lo sviluppo efficiente degli scambi conferiscono a Terna un ruolo di riferimento per il collegamento all’Europa delle reti del Nord Africa.

Questa strategia di sviluppo si realizza con l’integrazione della rete elettrica euro-mediterranea per:

  • valorizzare le disponibilità di fonti rinnovabili localizzate sulla sponda Sud del Mediterraneo collegandole ai mercati di sbocco;
  • promuovere la realizzazione di infrastrutture elettriche nella sponda Sud, necessarie per attivare gli scambi internazionali di energia lungo l’asse Sud-Sud e Sud-Nord.

Questo approccio si traduce in un progetto euro-mediterraneo di cooperazione multilaterale, attraverso:

  • la realizzazione di un corridoio elettrico Maghreb-Europa, con i progetti di interconnessione con la Tunisia e l’Algeria;
  • la partecipazione a iniziative internazionali di cooperazione, istituzionali e industriali.

I progetti di interconnessione in fase di sviluppo sono:

Progetto Elmed: è un progetto integrato di produzione e trasmissione basato su procedure di mercato che prevede la produzione di energia elettrica in Tunisia e l’esportazione verso l’Italia, secondo un accordo intergovernativo italo-tunisino che assicura la copertura istituzionale all’iniziativa industriale. In base a questo accordo,

Terna e la compagnia elettrica nazionale tunisina STEG hanno firmato un accordo di partenariato per la realizzazione del Progetto e hanno costituito una società mista (Elmed Études) incaricata di fornire assistenza al Ministero tunisino nella gestione della gara per l’assegnazione di diritti di produzione in Tunisia e l’esportazione in Italia.

Il Progetto, al momento ancora non entrato in fase operativa, prevede:

  • un mix produttivo da fonti rinnovabili (min. 100 MW) e convenzionali in Tunisia per 1.200 MW, di cui 400 destinati al mercato tunisino e 800 all’export verso l’Italia, da parte del soggetto aggiudicatario dei diritti di produzione in Tunisia, selezionato tramite gara internazionale lanciata dal Governo tunisino;
  • una interconnessione Italia-Tunisia, via cavosottomarino, realizzata e gestita da una società mista Terna-STEG, a controllo Terna; la capacità di trasporto sarà di 1.000 MW.


Interconnessione Italia-Algeria: nella prospettiva di un’interconnessione tra i sistemi elettrici algerino e italiano – e, più in generale, tra il Maghreb e l’Europa – Terna e Sonelgaz hanno firmato un accordo (marzo 2011) per il collegamento elettrico tra i due paesi.

Nello specifico l’accordo riguarda l’aggiornamento e l’implementazione di un precedente studio di fattibilità del collegamento sottomarino tra Algeria e Italia, completato nel 2004 dall’allora GRTN con Sonelgaz e la definizione delle condizioni tecniche, economiche, industriali, istituzionali e regolatorie per la sua realizzazione. Secondo il piano delle attività Terna e Sonelgaz puntano ad avviare nel 2012 l’iter autorizzativo del collegamento.

Le altre iniziative di cooperazione sono: 

Paving the Way for the Mediterranean Solar Plan: è il progetto dalla Commissione Europea per l’implementazione e lo sviluppo del Piano Solare Mediterraneo che Terna sta svolgendo in consorzio con RTE (Francia), Sonelgaz (Algeria), MVV Decon (Germania) e con l’ENEA.

Il progetto comprende attività di assistenza tecnica a nove paesi beneficiari dell’Area MENA (Medio Oriente-Nord Africa), per la definizione di un quadro legale e regolamentare che favorisca la produzione di energia da fonti rinnovabili nella riva Sud del Mediterraneo e l’integrazione dei sistemi elettrici delle due sponde del Mediterraneo.

Il Consorzio opera in stretto coordinamento con le Istituzioni dei paesi beneficiari e svolge attività di trasferimento di know-how. Il contributo di Terna è focalizzato sugli assessment dei sistemi di produzione e trasmissione dei paesi interessati, sulla formulazione di proposte per lo sviluppo degli scambi di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e sulla definizione di un quadro regolatorio armonizzato a livello mediterraneo che favorisca l’integrazione dei sistemi elettrici regionali. 

 Medgrid: è una joint venture di diritto francese finalizzata alla creazione di una rete elettrica euro-mediterranea per lo scambio di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili tra i paesi dell’Area MENA e il loro trasporto verso l’Europa.

Desertec: iniziativa industriale a guida tedesca con l’obiettivo di promuovere un progetto di cooperazione euro-mediterranea di produzione di energia elettrica, prevalentemente da fonti rinnovabili, in Nord Africa e in Medio Oriente (Area MENA).

Med-TSO: Terna per una rete elettrica euro-mediterraneaEU6
EU23

Lo sviluppo sociale ed economico del Mediterraneo richiede la disponibilità di infrastrutture elettriche a supporto delleattività produttive e un quadro di regole chiare e stabili per la realizzazione degli investimenti infrastrutturali di lungo periodo.

In questa logica Terna ha promosso, insieme all’azienda elettrica algerina (Sonelgaz) e all’azienda elettrica tunisina (STEG), la costituzione di Med-TSO, l’associazione degli operatori di rete del Mediterraneo.

L’iniziativa, in fase di finalizzazione, mira alla creazione di uno spazio libero e indipendente di concertazione tra i TSO del Mediterraneo e a garantire il necessario collegamento tra le funzioni di regolazione (proprie delle Autorità di regolazione) e quelle di gestione operativa dei sistemi elettrici:

Med-TSO si pone come interlocutore naturale di Med-Reg (Associazione dei Regolatori del Mediterraneo) e di ENTSO-E (associazione dei TSO europei).

A novembre 2011 si è svolta a Napoli la prima riunione organizzativa tra i TSO, sotto l’egida di Med-Reg e dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo nel corso della quale circa due terzi dei 24 TSO rivieraschi del Mediterraneo hanno manifestato l’interesse ad aderire all’Associazione. La costituzione formale dell’Associazione è avvenuta a Roma, presso la sede di Terna, il 19 aprile 2012.

 

Frontiera settentrionale

Sulla frontiera settentrionale, il progetto di sviluppo più importante è quello di interconnessione di 1000 MW di potenza con la Francia che collegherà i nodi di Piossasco (Torino) e Grand’Ile (Francia) con un cavo terrestre in corrente continua completamente interrato o integrato nelle infrastrutture dell’autostrada A32 del Fréjus. Si tratta di un progetto tecnologico unico al mondo per la presenza di lunghe gallerie e viadotti, a impatto ambientale ridottissimo. La linea, che a marzo 2011 ha ricevuto l’autorizzazione da parte delle autorità italiane, sarà lunga 190 chilometri, di cui la metà circa in Italia, e utilizzerà la sede autostradale e la nuova galleria di servizio del traforo del Fréjus. I benefici per il sistema elettrico italiano consistono nell’incremento della capacità di importazione di energia a basso prezzo e della sicurezza e diversificazione delle fonti di approvvigionamento.