Terna a confronto

Nel Rapporto di sostenibilità 2010 avevano trovato spazio, per la prima volta, due confronti tra risultati di Terna e quelli di altre imprese, relativi alle ore di formazione pro capite e alle perdite di gas SF6. L’iniziativa era motivata dalla convinzione che la comparazione delle performance ambientali, sociali e di governance interessi, oltre che l’azienda stessa, anche i suoi stakeholder, ai quali offre punti di riferimento per la valutazione dell’impegno per la sostenibilità attraverso il confronto di dati il più possibile oggettivi. Sulla base di questa convinzione, il confronto viene esteso in questo Rapporto a un maggior numero di indicatori, sette in tutto: consumo di acqua, emissioni di CO2, perdite di SF6, rifiuti, formazione, differenziali retributivi per genere e tasso di turnover in uscita. La scelta degli indicatori ha seguito sia un criterio di interesse interno all’identificazione di benchmark, sia una verifica sulla numerosità dei dati effettivamente disponibili per il confronto.

Si richiamano di seguito i principali criteri adottati nell’analisi, come premessa per la lettura e l’interpretazione dei confronti sui singoli indicatori all’interno del Rapporto:

  • sono stati identificati tre panel di aziende: uno settoriale, costituito dalle aziende di trasmissione (Transmission System Operator) europee e dalle principali extraeuropee per chilometri di linee gestite, e due multisettoriali, relativi il primo a grandi aziende italiane (le 40 aziende del FTSE-MIB alla data del 12 gennaio 2012) e il secondo a best performer internazionali (le 19 Supersector Leaders mondiali individuate dall’agenzia di rating di sostenibilità SAM - Sustainable Asset Management, nella pubblicazione SAM Sustainability Yearbook 2011). Lo scopo dei tre panel è di garantire, anche in relazione al tipo di indicatore esaminato, un confronto tra aziende con le stesse caratteristiche operative, un confronto italiano e uno con top performer internazionali.
    I dati di Terna non contribuiscono al calcolo della media nel caso del panel SAM - Supersector Leaders, ma sono evidenziati nei grafici;
  •  tra le aziende dei tre panel, sono state prese in considerazione quelle che rendono pubbliche informazioni utili ai confronti sul proprio sito attraverso il Rapporto di sostenibilità (anche nel caso in cui questo non sia stato redatto seguendo le linee guida GRI) oppure attraverso altre documentazioni (HSE Report, relazione finanziaria, ecc.).  
  • il numero dei casi utili, nei tre campioni, per il confronto di ciascun indicatore, è spesso inferiore al numero delle aziende con Rapporti di sostenibilità. Questo dipende in primo luogo dall’indisponibilità dell’indicatore nel Rapporto di sostenibilità di alcune aziende, ma spesso anche dall’adozione – da parte delle aziende del campione – di definizioni o unità di misura diverse e non confrontabili. La nostra scelta è stata quella di privilegiare, compatibilmente con le indicazioni dei Protocolli GRI, la definizione cui corrisponde il maggior numero delle risposte utili nell’insieme dei tre panel.
  • il ricorso ai Rapporti di sostenibilità pubblicati comporta il riferimento ai dati 2010, dal momento che i confronti sono stati elaborati mentre i Rapporti 2011 erano, come quello di Terna, in fase di elaborazione.

 

Emissioni di CO2: dati a confronto

Il confronto tra Terna e le altre aziende in tema di emissioni di gas serra viene condotto prendendo a riferimento il totale delle emissioni dirette e indirette in migliaia di tonnellate di CO2 equivalenti.

Sono stati presi in esame sia i dati delle aziende di trasmissione (panel TSO) sia quelli delle grandi aziende quotate italiane (FTSE-MIB) e delle leader internazionali di sostenibilità (SAM - Supersector Leaders).

Le emissioni in valore assoluto non sono significative delle performance aziendali nell’uso efficiente dell’energia e nel contenimento delle emissioni climalteranti, che dovrebbero essere valutate nel tempo e con riferimento a fattori di normalizzazione che eliminino le differenze derivanti dalla diversa natura delle attività e dalle dimensioni di impresa.

In assenza di fattori di normalizzazione significativi e validi per tutti i settori, si è ritenuto comunque interessante – nonostante la limitata comparabilità – presentare i dati aziendali sulle emissioni di CO2 in valore assoluto. Tali dati, che assumono ordini di grandezza molto diversi da caso a caso, forniscono infatti almeno un’indicazione sulla rilevanza delle emissioni di gas serra – quindi della materialità del loro contenimento in chiave di sostenibilità – nei diversi settori e nelle diverse aziende.

Ad esempio, all’interno dei TSO, il dato più elevato è relativo a Eskom, che opera in Sudafrica e che ha tra le sue attività anche la generazione di energia elettrica, mentre quello più basso è relativo a TDE, un TSO di piccole dimensioni che opera in Bolivia e che si occupa unicamente di trasmissione di energia elettrica.

Per il 2011, le emissioni di gas serra collegate alle attività di Terna sono pari a 136,4 migliaia di tonnellate equivalenti di CO2; nel 2010, anno per cui sono disponibili i dati di confronto, le emissioni erano state pari a 138,6 migliaia di tonnellate equivalenti di CO2.

Panel TSO: 16 dati disponibili; media emissioni di CO2: 25.938,9 migliaia t CO2; valore minimo: 0,8 (TDE - Bolivia); valore massimo: 230.300 (Eskom - Sudafrica). In questo confronto Terna si posiziona al di sotto della media, che risulta la più alta tra le medie dei tre panel e influenzata da quattro operatori di trasmissione che possiedono anche attività di generazione di energia elettrica. Il valore minimo si riferisce all’operatore più piccolo tra tutti quelli considerati.

Panel FTSE-MIB: 18 dati disponibili; media emissioni di CO2: 10.802,5 migliaia t CO2; valore minimo: 15,1 (Ubi Banca); valore massimo: 116.645,0 (Enel). Terna si posiziona tra le grandi aziende italiane con meno emissioni, ben al di sotto delle media e con un totale di emissioni appena superiore a quello di banche e assicurazioni per cui si registrano i valori più bassi.

Panel SAM - Supersector Leaders: 18 dati disponibili; media emissioni di CO2: 13.647,8 migliaia t CO2; valore minimo: 34,2 (Itausa - Financial Services); valore massimo: 146.274,0 (Stockland - Real Estate). Anche nel confronto con le best practice mondiali della sostenibilità Terna conferma una quantità di emissioni molto al di sotto della media. L’elevata deviazione standard segnala una grande variabilità tra settori, alcuni dei quali caratterizzati da elevate quantità di CO2 (ad es. aziende del settore Oil & Gas).

La grande variabilità dei dati aziendali rende poco significativa la rappresentazione grafica; la tabella riporta i valori minimo, medio e massimo nei tre panel considerati.

Greenhouse gas emissions – thousands of tons CO2 - 2010
TSO FTSE-MIB SAM - Supersector Leaders
Average 25,938.9 10,802.5 13,647.8
Max 230,300.0 116,645.0 146,274.0
Min 0.8 15.1 34.2
Standard Dev. 63,799.6 30,159.0 35,703.4
Terna 138.6

 

Perdite di SF6: dati a confronto

Il confronto tra Terna e gli altri operatori di trasmissione in tema di perdite di SF6 viene condotto prendendo a riferimento l’incidenza percentuale di perdite rispetto al totale del gas utilizzato.

Poiché l’utilizzo del gas SF6 è una peculiarità del settore degli operatori di trasmissione, sono stati presi in considerazione solo i dati delle aziende appartenenti al panel TSO.

Nel 2011 l’incidenza media delle perdite di SF6 per Terna risulta pari a 0,6%; nel 2010, anno per cui sono disponibili i dati di confronto, l’incidenza era stata pari a 0,7%.

Nel confronto con gli altri operatori di trasmissione Terna evidenzia un’incidenza delle perdite di SF6 inferiore alla media, confermando i risultati riportati nel Rapporto di sostenibilità dello scorso anno.

Panel TSO: 11 dati disponibili; media incidenza perdite SF6: 1,1%; valore minimo: 0,3%; valore massimo: 2,3%; deviazione standard: 0,7%.Terna si posiziona molto al di sotto della media di incidenza delle perdite.

Confrontando i dati con quelli del 2009, pubblicati lo scorso anno, non si riscontrano, per 7 su 8 dati disponibili, significative variazioni dell’incidenza, che aumenta o diminuisce di 1-2 decimi di punto.

Incidenza perdite di SF6 

Incidenza perdite di Sf6

1 L’incidenza delle perdite è stata calcolata come percentuale di perdite sul totale di gas installato nelle apparecchiature.

 

Consumo di acqua: dati a confronto

Il confronto tra Terna e le altre aziende in tema di utilizzo dell’acqua viene condotto prendendo a riferimento sia il consumo totale che quello pro capite in metri cubi.

Sono stati presi in esame sia i dati delle sole aziende di trasmissione (panel TSO) sia quelli delle grandi aziende quotate italiane (FTSE-MIB) e delle leader internazionali di sostenibilità (SAM - Supersector Leaders).

In tutti i panel i dati evidenziano una sostanziale non comparabilità tra imprese, in quanto i consumi riflettono la diversa importanza dell’utilizzo dell’acqua nei processi produttivi, nonché la diversa dimensione d’impresa, non necessariamente catturata dal numero di dipendenti. Il dato di consumo pro capite più elevato è relativo a Xstrata, un’azienda del Regno Unito che ha tra le sue attività principali l’estrazione di risorse, mentre il più basso è relativo ad Air France. Le aziende che si occupano di generazione di energia elettrica, che utilizzano l’acqua nel ciclo produttivo, si collocano ai primi posti della graduatoria del consumo pro capite; le aziende che forniscono servizi immateriali (ad esempio le banche) si collocano nelle posizioni più basse.

Nonostante le limitazioni intrinseche nel confronto e in mancanza di fattori di normalizzazione più efficaci del numero di dipendenti, si è ritenuto interessante presentare comunque i principali dati sui consumi di acqua. Tali dati, infatti, pur non potendo essere interpretati come significativi delle performance aziendali nell’utilizzo efficiente della risorsa, forniscono almeno un’indicazione della rilevanza dell’utilizzo dell’acqua – quindi della materialità del tema in termini di sostenibilità – nei diversi settori e nelle diverse aziende.

Per il 2011, il valore di consumo di acqua totale e pro capite di Terna è pari a 176.525,0 e 50,5 metri cubi rispettivamente; nel 2010, anno per cui sono disponibili i dati di confronto, il consumo di acqua era stato pari a 184.978,7 metri cubi in totale e 53,3 metri cubi pro capite.

Panel TSO: 12 dati disponibili (10 aziende, di cui una presente con dati diversi per paese);

  • consumo totale di acqua – migliaia di metri cubi: media 1.808.338,8; valore minimo: 1,5 (Redesur - Perù); valore massimo: 16.443.032,7 (AEP - USA);
  • consumo pro capite di acqua – metri cubi: media 106.362,7; valore minimo: 10,3 (ISA - America Latina); valore massimo: 878.742,7 (AEP - USA).

Terna si posiziona molto al di sotto della media sia per il consumo totale che per quello pro capite. La media è fortemente influenzata dai dati degli operatori che non si occupano unicamente di trasmissione di energia elettrica, ma che possiedono anche attività di generazione di energia elettrica (4 aziende) oppure di trasporto di gas naturale (3 aziende).

Panel FTSE-MIB: 24 dati disponibili (23 aziende, una delle quali, Ansaldo, presente con dati diversi per settore);

  • consumo totale di acqua – migliaia di metri cubi: media 24.878,6; valore minimo 17,4 (Stmicroelectronics); valore massimo 328.700,0 (Enel);
  • consumo pro capite di acqua – metri cubi: media 478,8; valore minimo 12,9 (Banca Mediolanum); valore massimo 4.729,7 (Enel).

Anche in questo caso i consumi di Terna (totale e pro capite) si collocano al di sotto della media. In particolare il consumo pro capite di Terna si posiziona poco sopra quello medio delle 10 aziende del panel che si occupano di servizi (media 39,5).

Panel SAM - Supersector Leaders: 15 dati disponibili;

  • consumo totale di acqua - migliaia di metri cubi: media 18.800.828,8; valore minimo: 65,0 (Enagas - Utilities); valore massimo: 280.236.000,0 (Xstrata - Basic Resources);
  • consumo pro capite di acqua - metri cubi: media 559.410,3; valore minimo: 9,0 (Air France - Travel & Leisure); valore massimo: 7.267.342,7 (Xstrata - Basic Resources).

Nel confronto con le best practice mondiali della sostenibilità Terna si posiziona molto al di sotto della media dei consumi. L’elevata deviazione standard segnala la grande varietà di settori considerati, alcuni dei quali consumatori di grandi quantità di acqua, come ad esempio aziende che si occupano di estrazione di risorse.

La variabilità dei dati aziendali rende poco significativa la rappresentazione grafica; la tabella riporta i valori minimo, medio e massimo e la deviazione standard nei tre panel considerati.

  Consumo di acqua - 2010
  TSO FTSE-MIB SAM – Supersector Leaders
  migliaia metri cubi metri cubi/ dipendente migliaia metri cubi metri cubi/ dipendente migliaia metri cubi metri cubi/ dipendente
Media 1.808.338,8 106.362,7 24.878,6 478,8 18.800.828,8 559.410,3
Max 16.443.032,7 878.742,7 328.700,0 4.729,7 280.236.000,0 7.267.342,7
Min 1,5 10,3 17,4 12,9 65,0 9,0
Dev. Standard 4.721.590,1 255.706,3 74.882,6 1.046,1 72.324.715,5 1.877.642,9
Terna 185,0 53,3 185,0 53,3 185,0 53,3
Il consumo pro capite, qualora non fosse stato direttamente disponibile, è stato ottenuto dividendo il consumo totale di acqua per il numero dei dipendenti.

 

Produzione di rifiuti: dati a confronto

Il confronto tra Terna e le altre aziende in tema di rifiuti viene condotto prendendo a riferimento sia il consumo totale che quello pro capite in metri cubi.

Sono stati presi in esame sia i dati delle sole aziende di trasmissione (panel TSO) sia quelli delle grandi aziende quotate italiane (FTSE-MIB) e delle leader internazionali di sostenibilità (SAM - Supersector Leaders).

I dati in valore – sia assoluti sia per dipendente - evidenziano una sostanziale non comparabilità, in quanto riflettono differenze nel tipo di attività svolta, quindi nella generazione di rifiuti da parte del processo produttivo, nonché nella dimensione d’impresa, non necessariamente catturata dal numero di dipendenti. Il dato pro capite più elevato tra i tre panel è relativo a Xstrata (panel SAM Supersector leader), un’azienda del Regno Unito che si occupa di estrazione di risorse, mentre il più basso è relativo alla banca Intesa Sanpaolo (panel FTSE-MIB).

Nonostante le limitazioni intrinseche nel confronto, e in mancanza di fattori di normalizzazione più efficaci del numero di dipendenti, si è ritenuto interessante presentare comunque i principali dati sulla produzione di rifiuti. Tali dati, infatti, pur non potendo essere interpretati come significativi delle performance aziendali nel contenimento dell’impatto ambientale,forniscono almeno un’indicazione della rilevanza dei rifiuti– quindi della materialità del tema in termini di sostenibilità - nei diversi settori e nelle diverse aziende.

Nel 2011 Terna ha prodotto 7.198,1 tonnellate di rifiuti in totale. La produzione per dipendente è pari a 2.060,7 kg; nel 2010, anno per cui sono disponibili i dati di confronto, la produzione era stata pari a 5.515,9 tonnellate in totale e 1.590,5 kg pro capite. 

Panel TSO: 14 dati disponibili (12 aziende, una delle quali presente con dati diversi per paese);

  • Produzione totale di rifiuti – tonnellate: media 266.747,3; valore minimo 0,9 (Redesur – Perù); valore massimo 1.700.000,0 (National Grid – UK).
  • Produzione di rifiuti pro capite – kg: media 12.346,1; valore minimo 48,1 (Redesur – Perù); valore massimo 62.756,1 (National Grid – UK).

In questo confronto Terna si posiziona al di sotto della media fortemente influenzata da quattro operatori di trasmissione che possiedono anche attività di generazione di energia elettrica.

Panel FTSE-MIB: 22 dati disponibili;

  • Produzione totale di rifiuti – tonnellate: media 763.684,9; valore minimo 1.040,9 (Ansaldo); valore massimo 11.482.000,0 (Enel).
  • Produzione di rifiuti pro capite – kg: media 18.099,4; valore minimo 42,8 (Banca Intesa Sanpaolo); valore massimo 146.616,8 (Enel).

Rispetto alle quotate nel FTSE-MIB, Terna si colloca al di sotto della media, con valori comparabili a quelli delle aziende che si occupano di servizi come banche e assicurazioni.

Panel SAM Supersector Leaders: 16 dati disponibili;

  • Produzione totale di rifiuti – tonnellate: media 70.860.928,1; valore minimo 1.814 (Westpack Banking – Banks); valore massimo 1.130.000.000,0 (Xstrata – Basic Resources).
  • Produzione di rifiuti pro capite – kg: media 1.839.267,1; valore minimo 46,6 (Westpack Banking – Banks); valore massimo 29.304.219,3 (Xstrata – Basic Resources).

Nel confronto con le best practice mondiali delle sostenibilità Terna si posiziona molto al di sotto della media, fortemente influenzata dall’estrema varietà di settori considerati, alcuni dei quali produttori di grandi quantità di rifiuti, come ad esempio le aziende che si occupano di estrazione di risorse.

 

La grande variabilità dei dati aziendali rende poco significativa la rappresentazione grafica; la tabella riporta i valori minimo, medio e massimo e deviazione standard nei tre panel considerati.

  Produzione di rifiuti - 2010
  TSO FTSE-MIB SAM - Supersector Leaders
  t kg/dipendente t kg/dipendente t kg/dipendente
Media 266.747,3 12.346,1 763.684,9 18.099,4 70.860.928,1 1.839.267,1
Max 1.700.000,0 62.756,1 11.482.000,0 146.616,8 1.130.000.000,0 29.304.219,3
Min 0,9 48,1 1.040,9 42,8 1.814,0 46,6
Dev. Standard 503.450,5 21.330,1 2.444.709,3 37.251,8 282.437.299,5 7.324.008,4
Terna 5.515,9 1.590,5 5.515,9 1.590,5 5.515,9 1.590,0

Il consumo pro capite qualora non fosse stato direttamente disponibile, è stato ottenuto dividendo il totale di rifiuti prodotti per il numero dei dipendenti.

 

Turnover del personale: dati a confronto

Il confronto tra Terna e altre aziende in tema di turnover del personale viene condotto prendendo a riferimento il tasso calcolato rapportando i flussi in uscita al numero dei dipendenti al 31 dicembre dell’anno precedente.

Poiché il tasso di turnover del personale è un indicatore indiretto del clima aziendale che riguarda trasversalmente tutti i settori, si sono presi in esame sia i dati delle sole aziende di trasmissione (panel TSO) sia quelli delle grandi aziende quotate italiane (FTSE-MIB) e delle leader internazionali di sostenibilità (SAM - Supersector Leaders).

Per il 2011 Terna riporta un tasso di turnover pari a 4,4%; nel 2010, anno per cui sono disponibili i dati di confronto, il tasso di turnover era stato pari a 4,5%.

Nel confronto con le altre aziende Terna evidenzia un tasso di uscita inferiore alla media in tutti i panel di riferimento. In particolare registra valori tra i più bassi nel panel FTSE-MIB e in quello delle best practice internazionali.

Panel TSO: 13 dati disponibili (12 aziende di cui una presente con dati diversi per paese); media tasso turnover: 5,9% ; valore minimo: 1,7%; valore massimo: 12,8%; deviazione standard: 3,2%. In questo confronto Terna si posiziona al di sotto della media che presenta il valore più basso rispetto agli altri panel, influenzato da tre aziende che riportano un tasso inferiore al 4%.

Panel FTSE-MIB: 22 dati disponibili (21 aziende, una delle quali presente con dati diversi per le attività in Italia e all’estero); media tasso turnover: 9,2%; valore minimo: 1,6%; valore massimo: 15,4%; deviazione standard: 4,5%. Terna si posiziona molto al di sotto della media delle 21 aziende del FTSE-MIB che hanno pubblicato il dato.

Panel SAM - Supersector Leaders: 15 dati disponibili (13 aziende di cui due presenti con dati diversi a seconda del settore o del paese di attività considerato); media tasso turnover: 8,5%; valore minimo: 1,0%; valore massimo: 20,0%; deviazione standard: 5,7%.

Anche nel confronto con le best practice mondiali della sostenibilità, Terna registra un basso tasso di turnover in uscita.

TASSO TURNOVER TSO

TASSO TURNOVER TSO

TASSO TURNOVER FTSE-MIB

TASSO TURNOVER FTSE-MIB

TASSO TURNOVER SAM - SUPERSECTOR LEADERS

Tasso TUrnover Sam - supersector leaders

(*) I tassi di turnover sono stati calcolati utilizzando i dati a disposizione.

 

 

Formazione per i dipendenti: dati a confronto

Il confronto tra Terna e altre aziende in tema di formazione viene condotto prendendo a riferimento le ore annue di formazione pro capite.

Poiché la formazione dei dipendenti è un aspetto della sostenibilità che riguarda trasversalmente tutti i settori, si sono presi in esame sia i dati delle sole aziende di trasmissione (panel TSO) sia quelli delle grandi aziende quotate italiane (FTSE-MIB) e delle leader internazionali di sostenibilità (SAM - Supersector Leaders).

Terna ha erogato nel 2011 51 ore di formazione pro capite; nel 2010, anno per cui sono disponibili i dati di confronto, le ore di formazione per dipendente erano state 49.

Nel confronto con le altre aziende Terna si colloca ai primi posti in due dei tre panel di riferimento, tra i quali quello delle best practice internazionali.

Panel TSO: 12 dati disponibili (10 aziende, una delle quali, REE, presente con dati diversi a seconda del paese); media ore pro capite: 61,1; valore minimo: 19,4; valore massimo: 99,0; deviazione standard: 24,8. In questo confronto Terna si posiziona al di sotto della media, fortemente influenzata da tre aziende che riportano oltre 80 ore di formazione pro capite.

Panel FTSE-MIB: 24 dati disponibili; media ore pro capite: 32,7; valore minimo: 5,1; valore massimo: 50,4; deviazione standard: 14,9. Confermando i risultati riportati nel Rapporto di sostenibilità dello scorso anno, Terna si posiziona ai primi posti tra le grandi aziende italiane, ben al di sopra della media delle 24 aziende del FTSE-MIB che hanno pubblicato il dato.

Panel SAM - Supersector Leaders: 17 dati disponibili (15 aziende, una delle quali, BMW, presente con dati diversi per categoria di dipendenti); media ore pro capite: 37,7; valore minimo: 8,1; valore massimo: 103,0; deviazione standard: 28,5. Anche nel confronto con le best practice mondiali della sostenibilità Terna si posiziona ai primi posti per la quantità di formazione erogata per dipendente. Le prime tre società registrano valori superiori alle 80 ore pro capite; dal panel è stata esclusa Hyundai (settore Construction & Materials) che riporta 264,5 ore di formazione per dipendente (corrispondenti a oltre un mese e mezzo di tempo di lavoro), valore evidentemente influenzato da peculiarità che rendono il caso non idoneo al confronto.

ORE FORMAZIONE/DIPENDENTE - TSO

ORE FORMAZIONE/DIPENDENTE - TSO

ORE FORMAZIONE/DIPENDENTE FTSE-MIB

ORE FORMAZIONE/DIPENDENTE FTSE-MIB

ORE FORMAZIONE DIPENDENTE/SAM - SUPERSECTOR LEADERS

ORE FORMAZIONE DIPENDENTE/SAM - SUPERSECTOR LEADERS

(*) Le ore di formazione sono state calcolate in base ad altri dati pubblicati. Il passaggio dalle giornate di formazione pro capite alle ore pro capite è stato effettuato ipotizzando 8 ore/giorno.

 

 

Differenziale retributivo donne/uomini: dati a confronto

Il confronto tra Terna e le altre aziende in tema di pari opportunità viene condotto prendendo a riferimento il differenziale retributivo percentuale donne/uomini, frutto del rapporto tra la retribuzione base annua delle donne – per le diverse categorie d’appartenenza – e la retribuzione base annua degli uomini per le stesse categorie.

Nonostante il differenziale retributivo sia un aspetto della sostenibilità che riguarda trasversalmente tutti i settori, è stato possibile considerare nel confronto solo le aziende italiane del FTSE-MIB poiché, per le aziende degli altri due panel, i lavoratori vengono ripartiti in categorie contrattuali diverse a seconda dell’azienda e del paese, che non sono traducibili nelle categorie (dirigenti, quadri, impiegati) considerate da Terna al pari di molte altre aziende italiane.

Nel 2011 il differenziale retributivo percentuale donna/uomo di Terna risulta pari all’80% per i dirigenti, al 94% per i quadri e al 94% per gli impiegati; nel 2010, anno per cui sono disponibili i dati a confronto, il differenziale era stato pari al 78% per i dirigenti e al 93% e 94% per i quadri e gli impiegati rispettivamente.

Nel confronto con le altre aziende italiane del FTSE-MIB Terna si colloca sopra la media per quanto riguarda il differenziale retributivo per genere dei quadri e degli impiegati.

Panel FTSE-MIB: 17 dati disponibili (13 aziende, una delle quali presente con dati diversi a seconda del paese in cui svolge l’attività); media differenziale retributivo: 86% dirigenti, 87% quadri, 88% impiegati; valore minimo: 68% dirigenti, 33% quadri, 57% impiegati; valore massimo: 103% dirigenti, 106% quadri, 103% impiegati; deviazione standard: 10% dirigenti, 17% quadri, 12% impiegati.

In questo confronto Terna si posiziona sopra la media per le categorie contrattuali quadri e impiegati, mentre il dato del differenziale retributivo per i dirigenti si colloca al di sotto della media, influenzata anche da due aziende che riportano dati uguali o poco superiori al 100% (retribuzione media delle dirigenti donne uguale o superiore a quella dei colleghi uomini). In particolare, il caso di perfetta parità delle retribuzioni medie per genere di dirigenti, quadri e impiegati, che potrebbe derivare dal riferimento ai soli minimi contrattuali, indica una possibile non uniformità nella definizione di retribuzione base adottata dalle diverse imprese.

DIFFERENZIALE RETRIBUTIVO DONNE/UOMINI - DIRIGENTI FTSE-MIB (1)

DIFFERENZIALE RETRIBUTIVO DONNE/UOMINI - DIRIGENTI FTSE-MIB (1)

 

DIFFERENZIALE RETRIBUTIVO DONNE/UOMINI - QUADRI FTSE-MIB

 

DIFFERENZIALE RETRIBUTIVO DONNE/UOMINI - QUADRI FTSE-MIB

 

DIFFERENZIALE RETRIBUTIVO DONNE/UOMINI - IMPIEGATI FTSE-MIB

DIFFERENZIALE RETRIBUTIVO DONNE/UOMINI - IMPIEGATI FTSE-MIB

 

(*) Il differenziale retributivo donne-uomini è stato calcolato utilizzando i dati a disposizione.

(1) I dati considerati sono 16 in quanto Ansaldo non pubblica il valore del differenziale retributivo per i dirigenti relativo alla Cina.

 

 

I panel di riferimento

Panel TSO: La tabella seguente riporta gli operatori di trasmissione che sono stati analizzati con il riferimento: al paese in cui operano, a eventuali altri settori in cui svolgono le proprie attività e infine nell’ultima colonna si riporta una “x” in corrispondenza delle aziende per le quali è stato possibile reperire dati utili per i confronti. 

Nome Paese Altri settori Dati reperiti
50 Hertz Germania   x
AEP USA Generazione di energia elettrica x
Amprion Germania    
AP Transco India    
APG Austria    
AST Lettonia    
Ceps Rep.Ceca    
Creos Lussemburgo Gas  
CSPG Cina    
Cyprus Cipro    
EirGrid Irlanda    
Elering Estonia    
Eles Slovenia    
Elia Belgio   x
EMS Serbia    
EnBW Germania Generazione di energia elettrica x
Energinet Danimarca Gas x
EPCG Montenegro    
Eskom Sud Africa Generazione di energia elettrica x
ESO Bulgaria    
FGC Russia   x
Fingrid Finlandia   x
Getco India    
HEP-OPS Croazia    
HTSO Grecia    
Hydroquebec Canada Generazione di energia elettrica x
ISA America Latina Telecomunicazioni x
ITC USA    
Kepco Corea Generazione di energia elettrica x
Landsnet Islanda   x
Litgrid Lituania    
MahaTransco India    
Mavir Ungheria    
Mepso Macedonia    
National grid Inghilterra-US Gas x
NOS Bih Bosnia-Erzeg.    
PowerGrid India    
Pse Polonia    
REE Spagna   x
REN Portogallo Gas x
RTE Francia   x
Scottish power Scozia Generazione di energia elettrica x
Seps Slovacchia    
Soni Irlanda del nord    
SSE Scozia Gas e Generazione di energia elettrica x
State grid Cina    
Statnett Norvegia   x
SVK Svezia Gas x
Swissgrid Svizzera    
Tennet GER Germania   x
Tennet NL Paesi Bassi   x
Tepco Giappone Generazione di energia elettrica x
Terna Italia   x
Transelectrica Romania    
VKW-Netz Austria    

Panel FTSE-MIB: La seguente tabella si riferisce alle aziende presenti nel paniere al 12/01/2012. Viene specificato il settore di riferimento e nell’ultima colonna si riporta una “x” in corrispondenza delle aziende per le quali è stato possibile reperire dati utili per i confronti.

Nome Settore Dati reperiti
A2A Energia x
Ansaldo STS Holding x
Atlantia Trasporti x
Autogrill Ristorazione x
Azimut Servizi finanziari  
Banco Popolare società cooperativa Bancario x
Banca Monte dei Paschi di Siena Bancario x
Banca Popolare dell'Emilia Romagna Bancario  
Banca Popolare di Milano Bancario x
Bulgari Gioielli  
Buzzi Unicem Cemento x
Campari Bevande  
DiaSorin Diagnostica  
ENEL Energia x
Enel Green Power Energia  
ENI Petrolio & Gas x
Exor Holding  
Fiat Autoveicoli & Editoria x
Fiat Industrial Veicoli industriali  
Finmeccanica Aeronautica & Difesa x
Generali assicurazioni Assicurazioni x
Impregilo Costruzioni & Ingegneria x
Intesa Sanpaolo Bancario x
Lottomatica Lotterie & Scommesse x
Luxottica Occhiali  
Mediaset Media & Comunicazione  
Mediobanca Bancario  
Mediolanum Assicurazioni & Bancario x
Parmalat Alimentare  
Pirelli & C. Gomma & Immobiliare x
Prysmian Cavi x
Saipem Petrolifero x
Snam Gas naturale x
STMicroelectronics Elettronica x
Telecom Italia Telecomunicazioni x
Tenaris Siderurgia x

Terna - Rete Elettrica Nazionale

Trasmissione di energia elettrica x
Tod's Calzature  
Ubi banca Bancario x
UniCredit Bancario x

Panel SAM – SUPERSECTOR LEADERS: La seguente tabella riporta i nomi delle 19 best performer internazionali individuate dall’agenzia di rating di sostenibilità SAM - Sustainable Asset Management, nella pubblicazione SAM Sustainability Yearbook 2011. Viene specificato il settore di riferimento, il paese in cui le aziende svolgono le loro attività e nell’ultima colonna si riporta una “x” in corrispondenza delle aziende per le quali è stato possibile reperire dati utili per i confronti.

Nome Settore Paese Dati reperiti
Air France KLM Travel & Leisure France x
Bayerische Motoren Werke AG (BMW) Automobiles & Parts Germany x
Enagas SA Utilities Spain x
Hyundai Engineering & Construction Construction & Materials South Korea x
Itausa-Investimentos Itau Financial Services Brazil x
Koninklijke DSM N.V. Chemicals Netherlands x
Koninklijke Philips Electronics N.V. Personal & Household Goods Netherlands x
KT Corp. Telecommunications South Korea x
Lotte Shopping Co. Ltd. Retail South Korea x
Pearson Plc. Media UK x
Pepsi Co. Food & Beverage US x
PostNL N.V. Industrial Goods/Svc Netherlands x
Repsol YPF SA Oil & Gas Spain x
Roche Holding AG Health Care Switzerland x
Samsung Electronics Co. Ltd. Technology South Korea x
Stockland Real Estate Australia x
Swiss Re Insurance Switzerland x
Westpac Banking Corp. Banks Australia x
Xstrata Plc. Basic Resources UK x